DL Rilancio: da ACEPER osservazioni sulle agevolazioni per riqualificazione energetica e fotovoltaico

DL Rilancio: da ACEPER osservazioni sulle agevolazioni per  riqualificazione energetica e fotovoltaico

ACEPER, che rappresenta oltre 2mila produttori di energie rinnovabili, mette in guardia sulle disposizioni del DL Rilancio, in particolare sul Superbonus e sulla detrazione fiscale al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica, miglioramento sismico, installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.
Inoltre, altre osservazioni toccano gli impianti fotovoltaici e gli strumenti di cessione del credito e sconto in fattura. E l’Associazione indica al consumatore su cosa fare maggiore attenzione!

Il Superbonus

Tra le misure più dibattute dell’atteso Decreto Rilancio emanato dal governo di Giuseppe Conte c’è senza dubbio il cosiddetto Superbonus, cioè la detrazione fiscale al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica, miglioramento sismico, installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Il Sottosegretario di Stato Riccardo Fraccaro l’ha definito come “una svolta storica”, che permetterà all’Italia di “ripartire con un nuovo approccio economico basato sulla sostenibilità ambientale”.
“Senza dubbio ai cittadini fa gola la prospettiva di ristrutturare casa propria a costo zero, migliorandone la classe energetica con tutto ciò che ne consegue in termini di risparmio in bolletta”, sostiene Veronica Pitea, presidente di ACEPER, Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili. “Il governo inoltre trasmette un segnale politico importante quando assicura di puntare sulla sostenibilità ambientale per ridare slancio all’economia, duramente provata dall’emergenza sanitaria e dalle conseguenti misure di lockdown”. Ma quanto tempo ci vorrà per avviare una macchina organizzativa così poderosa? Che mole di lavoro comporterà per le imprese specializzate? Come si devono muovere i cittadini, che spesso non hanno competenze tecniche in merito? Conviene affrettarsi a chiedere preventivi e firmare contratti, oppure è meglio aspettare? A dare una risposta è ACEPER, che ha pubblicato un vero e proprio vademecum rivolto tanto agli utenti finali quanto alle imprese del settore.

I punti controversi

Un’analisi da cui emergono parecchi punti controversi.
Innanzitutto, chiarisce l’Associazione, solo alcune casistiche ben precise hanno diritto alla detrazione fiscale al 110%:
1. Condominio: l’intervento deve essere realizzato da tutto il condominio. Per il singolo proprietario che ristruttura il proprio appartamento valgono ancora le detrazioni classiche (bonus casa 50% ed ecobonus 65% a seconda dei casi).
2. Prima casa: la detrazione al 110% è applicabile alle prime case “singole” (ville, villette e altri edifici indipendenti).
3. Seconda casa: hanno diritto al Superbonus solo gli appartamenti; escluse le ville al mare o in montagna.
Per ciascuna casistica, i lavori devono portare a un miglioramento del sistema involucro-impianti pari ad almeno 2 classi energetiche. Le aziende restano quindi escluse dal perimetro della misura.

Impianti fotovoltaici

Per gli impianti fotovoltaici (anche con accumulo e colonnina di ricarica per le elettriche), il Decreto prevede tre possibilità:
1. Impianti fotovoltaici realizzati in abbinamento a interventi di riqualificazione energetica: limite di 2.400 euro/kWp.
2. Impianti fotovoltaici realizzati in abbinamento a interventi di ristrutturazione: limite di 1.600 euro/kWp.
3. Impianti fotovoltaici realizzati su nuove costruzioni: si tratta di una novità assoluta che andrà chiarita durante l’iter di conversione in legge del Decreto (cioè in sessanta giorni a partire dal 19 maggio). Per ora sembra che, realizzando una nuova abitazione almeno in classe A2, si possa ottenere il bonus 110% con il limite di 1.600 euro/kWp.

I punti critici

A tutti gli interventi sono applicabili due meccanismi previsti dall’articolo 121 del Decreto:
Cessione del credito: invece di attendere diversi mesi per godere del beneficio fiscale, il cliente può monetizzarlo immediatamente “cedendo” il suo valore a un soggetto terzo, che d’ora in poi (questo è l’elemento di novità) potrà essere anche una banca o una società finanziaria.
Sconto in fattura: il principio alla base è lo stesso, ma in questo caso il fornitore applica direttamente uno sconto in fattura. Va da sé che lo sconto non può superare l’ammontare del corrispettivo dovuto.

Da una lettura attenta della legge, sostiene però ACEPER, emergono però alcuni punti critici che il consumatore merita di conoscere per fare una scelta ponderata.
1. Milioni di clienti. Lo sconto in fattura e la cessione del credito saranno applicabili a una platea realmente sconfinata. L’Italia conta 19,5 milioni di proprietari di prime case; eliminando le costruzioni recenti in classe A4 e le persone non informate né interessate in merito, restiamo comunque nell’ordine dei milioni di clienti da accontentare nell’arco di un anno e mezzo. Per non parlare dei proprietari di seconde case in condominio. Ciò significa che serviranno decine di milioni di pannelli fotovoltaici, milioni di pompe di calore, milioni di accumuli, milioni di metri cubi di cappotto ecc.
2. Tempi stretti. La Costituzione impone che ogni Decreto venga convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, che in questo caso scattano a partire da martedì 19 maggio 2020. L’articolo 119 comma 13 prevede che il Ministero dello Sviluppo Economico, entro 30 giorni dall’entrate in vigore della legge, stabilisca le modalità attuative per la trasmissione delle asseverazioni all’ENEA. A sua volta, l’ENEA dovrà recepirle e renderle operative sul suo portale. In aggiunta L’Agenzia delle Entrate avrà 30 giorni di tempo per pubblicare le sue linee guida sulla gestione delle procedure di richiesta dello sconto/credito d’imposta, adeguando il portale e istruendo il personale (vale lo stesso discorso per il portale ENEA). In ultimo, le banche dovranno stabilire e implementare le procedure per accogliere le richieste di cessione del credito, di prestito alle imprese per iniziare i lavori ecc. “Riteniamo improbabile che un meccanismo di questo calibro diventi operativo prima della fine dell’anno”, commenta Veronica Pitea, Presidente di ACEPER.
3. Selezione dei clienti. “Nei prossimi mesi, quindi, le imprese del settore saranno costrette a fare una cernita tra migliaia di richieste di interventi e riusciranno a realizzare le opere gratis soltanto a una parte dei potenziali clienti. Una parte decisamente ristretta, considerata la mole di lavoro richiesta da una riqualificazione energetica seria”, continua Veronica Pitea. “Se un’azienda ha il personale, i mezzi e le strutture per portare a termine 100 interventi all’anno, non si può immaginare che da un giorno all’altro ne esegua 10.000 solo perché il Decreto Rilancio ha stabilito che fino al 31 dicembre 2021 le riqualificazioni energetiche sono gratuite per il cliente finale”.
4. Rischio truffe. Tutti questi elementi si traducono in un concreto rischio di truffe ai danni dei cittadini. “Pur di realizzare il maggior numero di commesse in un arco di tempo così ristretto, ci saranno aziende senza scrupoli pronte a installare macchinari obsoleti, inaffidabili o addirittura fuori norma, affidandosi a manodopera poco qualificata”, avverte Pitea. All’orizzonte si prospettano anche truffe ai danni dello Stato: “Ci sarà di sicuro chi fa carte false per ottenere i soldi dalle banche. Certo, sono previsti controlli a campione e sanzioni, ma con numeri del genere il rischio resta elevatissimo – e ricade anche in campo al committente se ne viene dimostrata la ‘responsabilità in solidò, come descritto al comma 6 dell’articolo 121 del Decreto”.
5. Rischio danni. Cosa può succedere se l’installazione di un impianto fotovoltaico è approssimativa o non a regola d’arte? Infiltrazioni dovute ai fori che le ditte inesperte (o in malafede) realizzano su tegole, coppi o guaine bituminose per installare le strutture di supporto dell’impianto fotovoltaico; in questo caso gli operai hanno risparmiato qualche ora di lavoro, ma il cliente si trova poi costretto a smontare i pannelli e riparare la copertura a sue spese. Un altro esempio è la sostituzione della caldaia: se alla base manca una progettazione competente, il rischio è che la nuova pompa di calore non riesca a scaldare la casa, oppure che assorba troppa elettricità e imponga di siglare un contratto di fornitura trifase. Poi ci sono i cappotti mal realizzati che dopo qualche anno si staccano dalla parete; gli infissi scadenti e installati male che fanno entrare aria fredda; e l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.
6. Rischio sorprese. “A pochi giorni dalla pubblicazione della bozza del Decreto Rilancio alcune ditte già pubblicizzavano la cessione del credito e lo sconto in fattura. Per tutti i motivi esposti finora, riteniamo che una simile proposta commerciale sia molto contestabile”, segnala Veronica Pitea. “Non ci stupiremmo nello scoprire clausole contrattuali che impongono all’ignaro cliente di pagare di tasca propria l’intervento se non riesce a produrre il certificato di cessione del credito nei tempi stabiliti”. ACEPER invita quindi i consumatori alla massima prudenza, considerando l’ammontare delle cifre in gioco (anche decine di migliaia di euro, a seconda della tipologia di intervento) e l’incertezza sui tempi di operatività dell’Agenzia delle Entrate.
In sintesi, secondo ACEPER le incognite sono ancora eccessive. “La nostra posizione è molto chiara: finché non sarà tutto ben chiaro e definito, sconsigliamo ai nostri associati di applicare il meccanismo dello sconto in fattura o della cessione del credito. Nell’attesa, suggeriamo al cliente finale di non affrettarsi a firmare contratti. È molto più opportuno affidare una diagnosi energetica della propria abitazione a uno studio di professionisti, per capire quali sono gli interventi più indicati per approfittare del beneficio fiscale una volta chiarita la situazione”.

L’Associazione

ACEPER (Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili) nasce nel 2014 dall’iniziativa di un gruppo di imprenditori che ha investito nelle energie rinnovabili. Agendo come un hub di competenze e best practices, ACEPER assiste gli associati nella gestione delle problematiche legate agli impianti già installati, informandoli in modo comprensibile e tempestivo sulle novità di carattere legislativo, tecnologico ed economico. A fine 2019 sono oltre 6.700 impianti di generazione di energia rinnovabile rappresentati dall’associazione in tutt’Italia.
Source: INSIC

LOVATO ELECTRIC completa la sua gamma di indicatori luminosi monoblocco

LOVATO ELECTRIC completa la sua gamma di indicatori luminosi monoblocco

Utilizzati ampiamente in ambiente industriale e terziario per la segnalazione di stato, gli indicatori luminosi monoblocco della serie Platinum di LOVATO ELECTRIC sono disponibili in 6 differenti colori: verde, rosso, arancione, giallo, blu e trasparente.
La gamma si arricchisce con nuove tensioni di alimentazione
• 110VDC
• 220VDC
• 380…415VAC
che insieme a quelle già proposte precedentemente (12VAC/DC, 24VAC/DC, 48VAC/DC , 110…120VAC e 230VAC) consentono di coprire ancora meglio le esigenze di impiego.

Gli indicatori luminosi monoblocco serie Platinum hanno una durata elettrica di più di 30.000 ore e un assorbimento =20mA.
Questi elementi sono monoblocco, ciò significa che acquistando un solo codice l’utilizzatore ottiene un elemento luminoso completo che non richiede di montare altri componenti, inoltre grazie alla compattezza del corpo e alla ghiera filettata è possibile fissare rapidamente l’indicatore al pannello in fori di diametro 22 mm.

Realizzati in poliammide, gli indicatori luminosi monoblocco sono utilizzabili anche in condizioni ambientali gravose con temperature di impiego che possono variare da -25 a +70°C grazie alla significativa robustezza meccanica e grazie all’elevato grado di protezione (secondo IEC/EN: IP66, IP67, IP69K sul fonte e IP20 sul retro e secondo UL: Type 1, 2, 3R, 4, 4X, 12, 12K sul fronte). I materiali impiegati li rendono utilizzabili anche in presenza di oli e agenti chimici che potrebbero essere presenti negli ambienti industriali.
In aggiunta, l’omologazione cULus di materiali e componenti, consente l’impiego degli indicatori monoblocco nelle applicazioni destinate al mercato nordamericano.
Disponibili anche accessori, quali etichette argentate e porta etichette.

L’aziendaDa oltre 90 anni, LOVATO Electric progetta e produce componenti elettrici in bassa tensione per applicazioni industriali. Fondata nel 1922 a Bergamo (Italia), LOVATO Electric è un azienda privata ed è, da 4 generazioni, gestita dalla stessa famiglia di imprenditori.
Source: INSIC

Sicurezza dei professionisti sanitari e socio-sanitari: DDL in discussione in Aula

Sicurezza dei professionisti sanitari e socio-sanitari: DDL in discussione in Aula

La Camera informa dell’approvazione nella seduta del 21 maggio scorso, del testo del Disegno di Legge (A.C. 2117-abb.), che reca disposizioni per la sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Il testo è tornato nuovamente al Senato, ma la Camera fornisce un ampio dossier sui suoi contenuti.
Al suo interno un riferimento al costituendo Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori sanitari, alle modifiche al Codice Penale per i casi di lesione ed i protocolli anti-violenza per prevenire episodi di aggressione e di violenza.


Osservatorio nazionale

Fra le novità spicca l’istituzione, presso il Ministero della salute, di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, composto per metà da donne, per monitorare (art. 2):
• gli episodi di violenza commessi nell’esercizio delle funzioni;
• gli eventi sentinella che possano dar luogo ai suddetti fatti;
• l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dalla disciplina in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, anche promuovendo l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza;
• la promozione di studi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti; la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza;
• corsi di formazione per il personale medico e sanitario, finalizzati alla prevenzione e gestione di situazioni di conflitto nonché a migliorare la qualità della comunicazione con gli utenti
• Sarà anche fissata una data per la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”.

Lesioni ai professionisti sanitari: pene aumentate

Sul profilo penale, il testo interviene sull’art. 583-quater c.p. per aggravare le pene (per le lesioni gravi, reclusione da 4 a 10 anni, e per le lesioni gravissime, reclusione da 8 a 16 anni)
• a chiunque cagioni lesioni gravi o gravissime procurate in danno di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio,
• ovvero in danno di chiunque svolga attività di cura, assistenza sanitaria o di soccorso, nell’esercizio o a causa di tali attività.
Il testo inserisce, tra le circostanze aggravanti comuni del reato - che comportano un aumento di pena fino a un terzo – l’avere agito, nei delitti commessi con violenza e minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni ovvero in danno di chiunque svolga attività di cura, assistenza sanitaria o di soccorso, nell’esercizio o a causa di tali attività (art. 5).
Nel testo si stabilisce anche che i reati di percosse (art. 581 c.p.) e lesioni (art. 582 c.p.) siano procedibili d’ufficio quando ricorre la nuova aggravante (art. 6).

Protocolli operativi anti-violenza e aggressione

Il futuro Disegno di Legge impone alle strutture sanitarie di prevedere nei propri piani per la sicurezza misure volte ad inserire specifici protocolli operativi con le forze di polizia (per prevenire episodi di aggressione e di violenza) al fine di garantire interventi tempestivi (art. 7) e fissa la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 5.000 per chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive, ovvero moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nonché nei confronti di chiunque svolga attività di cura, assistenza sanitaria o di soccorso presso strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche o private (art. 9).
Source: INSIC