Intermediari esteri di rifiuti: chiarimenti sull'iscrizione all'Albo Gestori

Intermediari esteri di rifiuti: chiarimenti sull'iscrizione all'Albo Gestori

Con Circolare n.9/2019 il Comitato Gestori ambientali fornisce brevi chiarimenti sull’iscrizione all’Albo da parte degli intermediari esteri a seguito del quesito posto da diverse imprese a seguito della rettifica del regolamento CE n. 669/2008 della Commissione, che integra l’allegato IC del regolamento CE n. 1013/ 2006, del Parlamento e del Consiglio, relativo alle spedizioni di rifiuti, nella parte in cui viene chiarito che “per operare come destinatario, un commerciante, un intermediario o una società devono essere soggetti alla giurisdizione del paese di destinazione”.

Secondo il Comitato nazionale
-nel caso di intermediario avente sede all’estero che intermedia rifiuti provenienti dall’Italia con destino estero, nel caso in cui lo stesso agisca in qualità di “esportatore”/ notificatore dei rifiuti come definito nella sezione IV, punto 14, del regolamento 669/2008, rimane soggetto alla giurisdizione del paese di spedizione ai sensi dell’art. 2, paragrafo 15, lettera a), reg. 1013/2006.
-nel caso di intermediario avente sede all’estero, che intermedia rifiuti provenienti dall’Italia con destino estero in qualità di “importatore”/destinatario dei rifiuti così come definito all’articolo 2, paragrafo 14, del reg. 1013/2006 e nella sezione II, , paragrafo 6, del regolamento 669/2008, rimane soggetto alla giurisdizione del paese di destinazione.

Quindi, secondo il Comitato deve risultare iscritto all’Albo nella pertinente categoria:
-l’intermediario estero, in quanto notificatore;
-l’intermediario estero che opera in qualità di soggetto che organizza la spedizione ai sensi dell’articolo 18 del Reg. (CE) n. 1013/2006.
Invece, l’intermediario estero in quanto destinatario della spedizione rimane soggetto solamente alla giurisdizione del paese di destinazione.

Riferimenti normativi:
Circolare n. 9 del 01 agosto 2019
Chiarimenti in merito all’iscrizione all’Albo da parte degli intermediari esteri
Source: INSIC

Rimozione amianto dagli edifici: approvata la graduatoria dei finanziamenti

Rimozione amianto dagli edifici: approvata la graduatoria dei finanziamenti

Con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 307/STA del 1° agosto 2019 è stata approvata la graduatoria relativa ai finanziamenti di cui al Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 562/STA del 14 dicembre 2017 per la progettazione degli interventi di rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici (annualità 2017).

Il provvedimento, disponibile sul sito del Ministero dell’Ambiente è comprensivo dell’elenco delle istanze ammesse (Tabella 1) e ammissibili con riserva (Tabella 2).

Le richieste di finanziamento presentate dal 30 gennaio 2018, data di apertura della piattaforma informatica accessibile http://www.amiantopa.minambiente.it, e sino al 30 aprile 2018, sono state 241, tutte corredate da una relazione tecnica asseverata da professionista abilitato e trasmessa attraverso l’applicativo presente sul portale e adottata in conformità al modello di cui all’Allegato A al Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 562/STA del 14 dicembre 2017.
In base all’struttoria svolta sulle domande, delle 241 istanze pervenute, 140 sono risultate ammesse e 101 sono risultate ammissibili con riserva e che per queste ultime, con successiva nota, si provvederà a richiedere le necessarie integrazioni che le Amministrazioni dovranno fornire, a pena di esclusione definitiva, entro un termine stabilito nella nota stessa.

Ai sensi del Decreto sopra citato, non potevano essere oggetto di finanziamento:
a) la progettazione di interventi di ripristino, la realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera;
b) le spese di acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi e la loro messa in opera;
c) gli incarichi di progettazione preliminare e definitiva già conferiti al momento dell’ammissione al finanziamento; d) la progettazione di interventi realizzati prima della pubblicazione
Source: INSIC

La manutenzione per la sicurezza sul lavoro: estratto dalla nuova Guida INAIL

La manutenzione per la sicurezza sul lavoro: estratto dalla nuova Guida INAIL

Il lavoro manutentivo sottopone i lavoratori che lo fanno a rischi superiori a quelli cui sono sottoposti gli altri. L’incremento dei rischi dovuti alla manutenzione ha come conseguenza la necessità di ponderare con attenzione tale attività durante la valutazione dei rischi.
La nuova pubblicazione del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’INAIL, LA MANUTENZIONE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO E LA SICUREZZA NELLA MANUTENZIONE,disponibile gratuitamente online si pone come riferimento utile per i lavoratori della manutenzione nonché per i loro datori di lavoro e committenti per individuare i problemi specifici che si pongono laddove le operazioni di manutenzione sono esternalizzate con affidamento in appalto, dove si aggiungono i rischi da interferenza dovuti alla compresenza di lavoratori di più imprese.

Estrapoliamo dalla Guida, il capitolo che fa luce sugli effetti della manutenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro

Effetti della manutenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro
La norma EN 13306 (Terminologia della manutenzione) de?nisce la manutenzione come la «combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, eseguite durante il ciclo di vita di un elemento (apparecchiatura, impianto o luogo di lavoro) destinate a preservarlo o a riportarlo in uno stato dal quale si possa eseguire la funzione richiesta» [20]. La manutenzione si distingue in:
• manutenzione correttiva: quando è volta a riparare un sistema per renderlo nuovamente funzionante (ad esempio, aggiustando o sostituendo componenti rotti); l’azione, in tal caso, è intrapresa quando si veri?ca un guasto imprevisto;
• manutenzione preventiva: quando gli interventi di manutenzione sono eseguiti ad intervalli predeterminati o secondo criteri prestabiliti, volti a ridurre la probabilità di guasto o di degrado del funzionamento di un elemento funzionante; l’azione, in questo caso, è programmata e volta a controllare il processo di deterioramento che porta al guasto (ad esempio: sostituzione di componenti, lubri?cazione, pulizia o ispezione).

La manutenzione può incidere sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori in diversi modi:
• è essenziale per mantenere apparecchiature, impianti o luoghi di lavoro in condizioni di sicurezza e a?dabilità;
• deve essere eseguita in sicurezza, proteggendo adeguatamente dai possibili pericoli gli addetti alla manutenzione e le altre persone presenti sul luogo di lavoro.

È di?cile individuare il numero esatto di lavoratori impegnati in attività di manutenzione, perché tali attività riguardano tutti i settori lavorativi e abbracciano diversi tipi di operazioni. Nel 2010 è stata condotta una ricerca europea [32] basata sull’analisi dei dati Eurostat (dei sette anni precedenti) ricavati con la metodologia ESAW (Statistiche europee degli infortuni sul lavoro). Lo scopo è stato quello di identi?care gli infortuni legati alle operazioni di manutenzione nei diversi paesi europei (anche se i dati ottenuti riguardavano insiemi formati da un numero ridotto di paesi europei).
Nell’ambito della variabile «processo di lavoro», utile per la classificazione delle cause e delle circostanze degli infortuni, sono state scelte quattro sottocategorie connesse a quelle che possono essere considerate operazioni di manutenzione:
• con?gurazione, preparazione, installazione, montaggio, smontaggio, smantellamento;
• manutenzione, riparazione, messa a punto, regolazione;
• pulizia meccanica o manuale di zone di lavoro e macchinari;
• monitoraggio, ispezione con o senza apparecchi di monitoraggio di procedure di fabbricazione, aree di lavoro, mezzi di trasporto, attrezzature.

Il numero di infortuni legati a queste sottocategorie è stato confrontato con il numero totale di infortuni connessi a tutte le sottocategorie all’interno della variabile «processo di lavoro». Con tale scelta di sottocategorie, i dati forniti dalla ricerca indicavano che una percentuale inferiore al 10% della popolazione lavorativa attiva svolgeva compiti di manutenzione. La maggior parte degli addetti alla manutenzione era costituita da uomini (in percentuali variabili da paese a paese) e la fascia d’età più rappresentata era quella compresa fra i 30 e i 50 anni (ma anche altre fasce d’età erano rappresentate). Gli addetti alla manutenzione si trovavano con maggior frequenza in alcuni settori lavorativi (ad esempio, il numero maggiore di addetti si aveva nel settore dei servizi, seguito da quello dell’industria e da quello dell’edilizia). La manutenzione è risultata anche essere la funzione più appaltata dell’industria.

Pericoli a cui sono esposti i lavoratori operanti nella manutenzione
Gli addetti alla manutenzione, svolgendo una vasta gamma di attività di tipo diverso, possono essere esposti a numerosi pericoli sul lavoro, tra cui:
• pericoli ?sici (rumore, vibrazioni, calore e freddo eccessivi, radiazioni, elevato volume di lavoro ?sico);
• pericoli chimici (?bre di asbesto, fumi di saldatura, esposizione a sostanze pericolose in spazi limitati);
• pericoli biologici (legionella, leptospirosi);
• pericoli psicosociali (scarsa organizzazione del lavoro).

Riguardo ai pericoli ?sici, gli addetti alla manutenzione sono risultati avere una più elevata esposizione rispetto al resto della popolazione lavorativa attiva, in particolare: al rumore, alle vibrazioni, a diversi tipi di radiazioni, al calore in estate, al freddo in inverno e all’umidità. Sono risultati anche tra i più esposti alle sostanze pericolose, ai vapori e alle esalazioni.

Infortuni e malattie professionali tra i lavoratori
Gli addetti alla manutenzione possono anche essere soggetti ad ogni tipo di infortunio. I dati hanno mostrato che le percentuali di infortunio durante i lavori di manutenzione variano da paese a paese, mantenendosi tra il 15% ed il 20% di tutti gli infortuni. Inoltre, circa il 10-15% di tutti gli infortuni mortali si sono veri?cati durante l’esecuzione di operazioni di manutenzione. La maggior parte degli infortuni connessi alla manutenzione si sono verificati nelle imprese manifatturiere, edili, immobiliari e commerciali1, nel settore dell’erogazione di elettricità, gas e acqua e, in alcuni paesi, anche nel settore dell’istruzione. La maggior parte degli infortuni si sono veri?cati durante attività di manutenzione correttiva. Inoltre, gli addetti alla manutenzione sono stati le seconde vittime più frequenti di infortuni connessi al subappalto, subito dopo gli operai del settore edilizio. Studi scienti?ci indicano che le malattie professionali e i problemi di salute connessi con il lavoro (quali: asbestosi, cancro, problemi di udito e disturbi muscoloscheletrici) sono anch’essi più di?usi fra i lavoratori impegnati in attività di manutenzione [30].

I problemi di una manutenzione carente o scarsa
Anche la mancanza di manutenzione o una manutenzione inadeguata possono essere causa di situazioni pericolose, infortuni e problemi di salute. I guasti dovuti a una manutenzione carente (di veicoli, macchine industriali o agricole, impianti elettrici, estintori antincendio, impianti idrici o luoghi di lavoro) possono essere causa di conseguenze dannose per gli esseri umani e per l’ambiente.

Progettare la manutenzione, eseguirla e veri?carla
Il processo di manutenzione dovrebbe iniziare durante la fase di progettazione di un’apparecchiatura o di un impianto o durante la fase di piani?cazione di un’attività. È essenziale mettere in atto adeguate procedure di valutazione dei rischi per le operazioni di manutenzione, nonché adottare opportune misure di prevenzione al ?ne di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impegnati in simili attività. Una volta portate a termine le operazioni di manutenzione, occorre eseguire controlli speciali (veri?che e ispezioni) per garantire che la manutenzione sia stata e?ettuata correttamente e che non siano stati creati nuovi rischi. Durante l’intero processo, una buona gestione della manutenzione deve assicurare che la manutenzione sia coordinata, programmata ed eseguita correttamente come piani?cato, e che le apparecchiature o il luogo di lavoro siano lasciati in condizioni di sicurezza tali da consentire il proseguimento delle operazioni.

Riferimenti bibliografici:LA MANUTENZIONE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO E LA SICUREZZA NELLA MANUTENZIONE
INAIL

Source: INSIC

Universo al Safety Expo per presentare UpSafety

Universo al Safety Expo per presentare UpSafety

Universo scegli il Safety Expo 2019 per presentare al mercato il suo nuovo prodotto, risultato di un complesso progetto di ricerca e sviluppo che ha richiesto circa 2 anni di lavoro da parte dell’azienda e dei Consulenti di Design e Tecnologici.

Una vera e propria innovazione che segna anche la nascita di un nuovo standard nel settore dal nome UpSafety. Infatti Universo ha deciso di sviluppare una nuova gamma di soluzioni che vanno oltre le normali prescrizioni normative per assicurare un livello superiore di sicurezza oltre alla qualità assoluta dei materiali. UpSafety rappresentano soluzioni perfettamente ecosostenibili e riciclabili.

Con i nuovi prodotti della gamma UpSafety, Universo ha risolto una problematica che negli ultimi decenni era evidente e in conflitto con le disposizioni normative nel settore degli estintori portatili.
Una soluzione tecnologica nata da un processo di ricerca di nuovi livelli di funzionalità e di sicurezza sviluppati all’interno di un concept di design orientato a minimizzare l’impatto estetico ed integrarsi negli ambienti della nostra vita quotidiana e lavorativa.

Il Safety Expo, il prestigioso evento di riferimento per il settore antincendio, è il palco ideale per presentare a livello nazionale e internazionale un prodotto rivoluzionario, creato per dare un nuovo standard di Sicurezza.

Per ricevere in anteprima le informazioni sui nuovi prodotti UpSafety puoi visitare www.upsafety.it e registrarti alla newsletter.

Universo ti aspetta il 18 Settembre, alle ore 9.30 presso il Pad. B Stand 41A di Safety Expo 2019, in programma il 18 e 19 settembre a Bergamo Fiera


Universo s.r.l.
Nasce nel 1998 dall’esperienza di oltre 40 anni del gruppo Bosica e dalla richiesta del mercato di prodotti di qualità con la massima rispondenza alle normative. Universo, oggi è un brand riconosciuto a livello nazionale con un’identità fondata su valori coerenti con l’operatività aziendale.
Universo è:

Innovazione, costante è l’attività di ricerca e sviluppo di nuove soluzioni per dare al mercato nuove opportunità di crescita. Nuovi prodotti come il modello Sfera, nuovi servizi come lo Smaltimento e nuove soluzioni come le linee Base, Universo, Silver e Gold sono soltanto alcune degli esempi dello spirito di innovazione tecnico commerciale alla base del lavoro di Universo;
Leadership, guidano il mercato verso una sempre maggiore professionalizzazione e responsabilità degli operatori. Universo innova introducendo sul mercato il concetto di Design abbinato ad un prodotto che preservando le prescrizioni normative si presenta adatto ad integrarsi in ambienti arredati da professionisti:
Made in Italy, produzione realizzata totalmente in Italia con componentistica di altissima qualità prodotto in Italia;
Assortimento completo, la risposta ad ogni esigenza di sicurezza è il primo obiettivo della gamma di Universo;
Qualità assoluta, prodotti e servizi non possono prescindere dalla ricerca degli standard più elevati per trasferire ai clienti un vero valore aggiunto durevole nel tempo.

Source: INSIC

Piano nazionale degli interventi nel settore idrico: stanziati 80 milioni di euro

Piano nazionale degli interventi nel settore idrico: stanziati 80 milioni di euro

Dopo la firma del Piano nazionale straordinario per la realizzazione di interventi nel settore idrico, adottato ai sensi dell’art. 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2017), il MIT annuncia il DPCM firmato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che adotta il primo stralcio della sezione “acquedotti” del Piano nazionale: lo stralcio prevede 26 interventi che, finanziati con gli 80 milioni di euro stanziati dalla legge di Bilancio per gli anni 2019-2020, sono in grado di attivare ulteriori risorse da tariffa per complessivi 540 milioni di euro.

Predisposto dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), il DPCM, spiega il Ministero delle Infrastrutture porta a 590 milioni le risorse già impegnate sui complessivi 1,577 miliardi di euro che il Governo ha messo a disposizione a favore del settore idrico tra Piano nazionale – sezione “invasi” e sezione “acquedotti” – e Fondo infrastrutture. Le risorse complessive diventano pari a ben 2,048 miliardi di euro, se si sommano i fondi FSC 2014-2020 destinati all’incremento della sicurezza delle dighe.

È stato così dato avvio non solo ad una rilevante programmazione che serve allo sviluppo socio-economico del territorio e delle sue imprese ma, soprattutto, anche all’attuazione di importanti e necessarie opere in un settore, quale quello idrico, nel quale lo Stato non era più intervenuto dal 2001, a far data cioè dalla Legge Obiettivo, che finanziò opere idriche per 1,2 miliardi di euro.
Inoltre, con il decreto 2 agosto 2019 a firma del Ministro Danilo Toninelli, con il quale sono stati individuati gli indicatori di valutazione degli interventi e i criteri di riparto delle risorse tra le sette Autorità di distretto, si potrà procedere all‘utilizzo dei restanti 540 milioni di euro della sezione “invasi”: a breve tutte le Autorità riceveranno la nuova scheda finalizzata alla presentazione delle proposte di finanziamento.
Source: INSIC

Servizi ispettivi: cresce l'irregolarità e le misure di contrasto nel primo semestre 2019

Servizi ispettivi: cresce l'irregolarità e le misure di contrasto nel primo semestre 2019

Arrivano dall’Ispettorato nazionale del lavoro i risultati dei controlli effettuati e dei servizi resi al pubblico dagli Ispettorati del Lavoro nel primo semestre di quest’anno che segnalano un ulteriore tendenziale progresso rispetto al già positivo andamento fatto registrare nel 2018.
Se è vero che cresce del 3% il numero delle irregolarità riscontrate e del 7,7% il numero delle posizioni lavorative risultate irregolari, cresce però anche l’attività di contrasto. Quanto agli aspetti di sicurezza sul lavoro: in aumento le denunce per caporalato nel settore agricolo.
Di seguito i dati diffusi dall’Ispettorato!

Cresce il tasso delle irregolarità riscontrate presso le imprese controllate è salito del 3% (dal 69 al 72% dei casi) come pure del 7,7% è aumentato il numero delle posizioni lavorative risultate irregolari (dalle 77.222 del 2018 alle attuali 83.191). In crescita del 14% (da 20.398 a 23.300) è anche il numero dei lavoratori “in nero” accertati mentre, in questa prima fase di attuazione della misura, sono stati 185 i percettori indebiti del “reddito di cittadinanza” individuati.
Ma cresce

L’attività di contrasto è risultata parimenti e ancor più incisiva anche in ambiti di intervento più complessi ed insidiosi: è infatti più che raddoppiato (da 5.161 a 10.454) il numero dei lavoratori soggetti a forme di appalto e somministrazione illeciti e pressoché triplicato (da 150 a 413) quello dei lavoratori interessati da accertamenti in materia di distacco transnazionale illecito.

Le indagini svolte sul fronte della lotta al “caporalato” hanno altresì portato alla denuncia di 263 persone – 59 delle quali in stato d’arresto – in netto incremento rispetto alle 80 denunce dell’omologo periodo del 2018 e con una incidenza del fenomeno che si è confermata prevalente (147 denunce) nel settore agricolo.
In sensibile aumento sono anche i recuperi contributivi risultanti dall’attività di vigilanza previdenziale e assicurativa, di ammontare pari a 530 milioni di € superiore del 43% rispetto ai 351 milioni di € del corrispondente primo semestre del 2018

Source: INSIC

Relazione quinquennale sullo stato acustico dei Comuni: la disciplina in un decreto

Relazione quinquennale sullo stato acustico dei Comuni: la disciplina in un decreto

Con Comunicato del ministero dell’Ambiente (pubblicato in GU Serie Generale n.183 del 06-08-2019) il Dicastero segnala la pubblicazione sul sito ministeriale del decreto 15 aprile 2019 n.105 che disciplina i contenuti e le tempistiche di produzione della Relazione quinquennale sullo stato acustico del comune (ai sensi dell’art. 7, comma 5 della legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/1995 (e s.m.i.).
Nell’Allegato A al Decreto le indicazioni e le specifiche cui dovranno attenersi le Relazioni, il cui obbligo di redazione da parte delle Regioni sarà quinquennale e cadrà ogni 30 giugno a partire dal 30 giugno 2019 (prossima scadenza, il 30 giugno 2024).

La Relazione quinquennale sullo stato acustico dei comuni

La relazione quinquennale sullo stato acustico del comune ha l’obiettivo di perseguire la qualità acustica del territorio comunale, consentendone l’analisi dell’evoluzione nel tempo, mediante la descrizione dello stato acustico, la valutazione dello stato di attuazione e dell’ efficacia delle misure intraprese per la prevenzione e la riduzione dell’ inquinamento acustico insistenti sul territorio comunale, la formulazione di indirizzi per la gestione dei problemi evidenziati, mediante l’utilizzo degli strumenti vigenti, anche al fine di consentire alla regione di valutare la necessità di inserire i suddetti comuni tra gli agglomerati individuati ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194.

Le scadenze della Relazione quinquennale sullo stato acustico dei comuni

Si stabilisce anche nel Decreto (art.3), che entro il 30 giugno 2019 e successivamente ogni cinque anni, le regioni dovranno inviare alla Direzione generale del Ministero dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, competente in materia di adempimenti previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, l’elenco dei comuni la cui popolazione è superiore a 100.000 abitanti, non notificati quali agglomerati ai sensi dell’articolo 2, comma l, lettera a), del citato decreto legislativo, e soggetti all’obbligo della redazione della relazione quinquennale, indicando le motivazioni della mancata notifica. Contestualmente le regioni dovranno comunicare e notificano ai medesimi comuni l’obbligo degli adempimenti previsti dal presente decreto.

I contenuti

Le relazioni quinquennali sullo stato acustico del comune vanno redatte in conformità ai contenuti e alle specifiche indicate nelle linee guida contenute nell’Allegato A al Dm n.105/2019. Un successivo decreto direttoriale potrà indicare ulteriori integrazioni e modifiche all’Allegato A volte a garantire maggiori ed adeguate forme di tutela dall’inquinamento acustico ambientale, anche mediante l’utilizzo degli innovativi prodotti delle attività di ricerca e delle migliori tecnologie disponibili.

Riferimenti normativi:

Decreto del Ministro dell’Ambiente n. 105 del 15 aprile 2019
che disciplina i contenuti della relazione quinquennale sullo stato acustico del Comune ai sensi dell’articolo 7, comma 5 della legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/1995, come modificato dall’articolo 11, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 42/2017, e in attuazione dell’articolo 27, comma 2, del medesimo decreto legislativo.
Source: INSIC