Porte tagliafuoco: dall'omologazione alla marcatura CE

Porte tagliafuoco: dall'omologazione alla marcatura CE

Su Antincendio n.10/2019, Eros Chemolli ci parla del passaggio dal regime nazionale a quello europeo per l’omologazione delle porte tagliafuoco, un passaggio incipiente grazie alla norma EN 16034che va applicata in congiunzione con le norme UNI EN 14351-1 per le porte esterne e la norma UNI EN 14351-2 sulle porte pedonali interne resistenti al fuoco e/o per il controllo del fumo.
La parte 1 è già passata in gazzetta ufficiale europea mentre per la parte 2 si è ancora in attesa e non sarà possibile marcare CE porte tagliafuoco interne sino alla data di inizio validità che sarà indicata quando passerà in gazzetta ufficiale, a meno che non lo si faccia volontariamente tramite un ETA/EAD (già esistente per porte in metallo).

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L’Atto di omologazione e la documentazione collegata

Siamo abituati alle porte omologate, ma spesso vedo che la documentazione fornita non è completa. Ripassiamo quindi insieme cosa debba essere fornito dai produttori secondo il regime nazionale.
Con il regime di omologazione nazionale si determina una famiglia di prodotti sulla base di una singola prova di laboratorio, a cui si aggiungono alcune prove aggiuntive come l’acustica o come la tenuta ai fumi.

Tenuta ai fumi

È una caratteristica che sempre più troviamo e troveremo, per fortuna, perché si muore più soffocati che arsi vivi! Diffondere importanti presidi quali le porte a tenuta di fumi significa agevolare e preservare l’esodo e quindi salvare più vite di prima in caso di eventi nefasti. Allo stato, in regime di omologazione, il produttore dovrà fornire tutto il pacchetto di informazioni necessari ed obbligatorio per la resistenza al fuoco e, a corredo attestare la tenuta ai fumi tramite la semplice fornitura del rapporto di classificazione della prova di tenuta al fumo…

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Source: INSIC

Prassi igieniche: approvati dal Ministero Salute i manuali di riferimento

Prassi igieniche: approvati dal Ministero Salute i manuali di riferimento

Il Ministero della Salute con Comunicato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ( n.269 del 16-11-2019) indica alcuni manuali valutati conformi alle disposizioni del regolamento CE n. 852/2004 dal Ministero della salute con il supporto dell’Istituto superiore di sanità ed inviati alla Commissione europea.
Si tratti di manuali di corretta prassi igienica in alcuni contesti di lavoro: comparto dell’erba medica e dei foraggi, eliciocoltura, produzione di conserve vegetali, trattamento dell’acqua potabile nei pubblici esercizi, fabbricazione dei prodotti di pastificazione.

Sotto l’elenco completo.

Per opportuna divulgazione si comunica che i manuali sotto indicati sono stati valutati conformi alle disposizioni del regolamento CE n. 852/2004 dal Ministero della salute con il supporto dell’Istituto superiore di sanità ed inviati alla Commissione europea:
1) manuale di buona prassi igieniche nel comparto dell’erba medica e dei foraggi. Associazione italiana foraggi essiccati, via G. Pascoli n. 4 – Ravenna 48121;
2) manuale di corretta prassi operativa in materia di eliciocoltura. Associazione nazionale eliciocoltori, via Voersio, 13 – Cherasco (CN) 12062;
3) manuale di corretta prassi igienica per le industrie produttrici di conserve vegetali all’aceto, all’olio, in salamoia e specialità affini. Associazione AIIIPA, corso di Porta nuova, 34 – 20121- Milano (in allegato);
4) manuale di corretta prassi igienica per gli impianti di trattamento dell’acqua potabile nei pubblici esercizi. Associazione AIIAQ associazione italiana acqua di qualità, via Cavour, 14 – Magliano Sabina;
5) manuale di guida corretta prassi igienica e HACCP nella fabbricazione dei prodotti di pastificazione. Associazione italiana dell’industria del dolce e della pasta italiane, via del poggio fiorito, 61 – Roma.

Riferimenti normativi:
COMUNICATO del MINISTERO DELLA SALUTE
Manuali di corretta prassi operativa (19A07101)
(GU Serie Generale n.269 del 16-11-2019)
Source: INSIC

Responsabilità non oggettiva del datore di lavoro: le cause che danno luogo all'infortunio del lavoratore

Responsabilità non oggettiva del datore di lavoro: le cause che danno luogo all'infortunio del lavoratore

Su rivista Antincendio n.10/2019, Cecilia Valbonesi analizza le considerazioni della sentenza della Cass. pen. sez. IV, 17-06-2019, n. 26570 (disponibile su Banca Dati Sicuromnia) sulle responsabilità dei soggetti preposti alla salute e alla sicurezza del lavoro nel caso dei danni esiziali cagionati da un incendio innescato dal malfunzionamento di una macchina.
Estrapoliamo un passaggio che analizza il caso proposto.

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Il caso della Cass. pen. sez. IV, 17-06-2019, n. 26570

Una recente sentenza della Quarta sezione della Suprema Corte riaccende la riflessione in ordine ai limiti che debbono riconoscersi alla responsabilità dei soggetti preposti alla salute e alla sicurezza del lavoro nel caso dei danni esiziali cagionati da un incendio innescato dal malfunzionamento di una macchina .
In particolare, la vicenda riguardava un incidente mortale nel quale era incorso L., dipendente della società “X”, nello svolgimento delle sue mansioni lavorative.
Questi, infatti, si recava con un furgone dotato di apposita attrezzatura di analisi presso l’abitazione dei signori M. e G. al fine di procedere alla revisione decennale del serbatoio di GPL ad uso domestico, interrato nel giardino dell’abitazione dei proprietari di casa.
Dalle risultanze processuali emergeva che L., dopo aver eseguito la revisione, riavvolgeva all’interno del furgone la manichetta utilizzata per l’analisi, piena di GPL in fase liquida. Durante tale operazione, dal rubinetto posto al termine del bocchettone del tubo, fuoriusciva improvvisamente il GPL, senza che L. riuscisse a fermarlo.
Si formava, pertanto, una nube di condensa che, in pochi secondi, prendeva fuoco ed avvolgeva con le fiamme il corpo dello sfortunato lavoratore.

Cass. pen. sez. IV, 17-06-2019, n. 26570: i ricorsi

In merito a tali fatti, la Procura della Repubblica contestava a R. di avere, ? nella sua qualità di dirigente per la sicurezza della società “X” ? per negligenza, imprudenza, imperizia, nonché per colpa specifica (D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 15, comma 1, lett. a), b), c), e), f); art. 18, lett. z); artt. 182, 192, 223 e 225) cagionato lesioni personali gravi a L., consistiti in ustioni di II e III grado in varie parti del corpo, che ne determinavano una incapacità ad attendere alle normali occupazioni per un tempo superiore a quaranta giorni.
Se il Tribunale di Treviso accoglieva pienamente la tesi accusatoria, la Corte d’appello di Venezia, in parziale riforma della pronuncia, appellata dall’imputato, dai responsabili civili “Y” ed “X”, ha revocato le statuizioni civili nei confronti di “Y”, ed ha concesso il beneficio della non menzione all’imputato, confermando nel resto la pronuncia del Tribunale.
In particolare, il Tribunale e la Corte d’Appello individuavano profili di responsabilità a carico dell’imputato a cui era addebitato di non aver provveduto a sostituire il rubinetto della manichetta con un mezzo in grado di ridurre il rischio incombente sul lavoratore.
Tale sostituzione era ritenuta obbligatoria non soltanto in ragione del dovere di adeguamento dell’attrezzatura alle “migliori conoscenze tecniche in materia di sicurezza messe a disposizione da progresso scientifico”, ma soprattutto perché le Corti di merito ritengono che il rischio incendio fosse noto all’imputato, avendolo egli “espressamente previsto al punto 18 del documento distribuito ai dipendenti, concernente le operazioni che l’addetto alla pressurizzazione avrebbe dovuto compiere una volta raggiunto il serbatoio da verificare” .
Ad avviso dei giudici, la cautela non osservata dal soggetto garante consisteva nella mancata apposizione di una seconda valvola di sicurezza sulla manichetta, ovvero di un tappo cieco alla sua estremità o, comunque, di un sistema di tenuta, avrebbe evitato l’evento, escludendo il rischio della fuoriuscita del gas.
Questa infatti appariva, anche ad avviso dei periti del giudice di primo grado, la cautela alternativa idonea la quale, ove osservata, avrebbe impedito l’evento occorso allo “sfortunato” lavoratore.

L’imputato e i responsabili civili presentavano ricorso per Cassazione. La vicenda era pertanto sottoposta alla cognizione della Suprema Corte…

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Alternanza scuola-lavoro: gli obblighi formativi e di sicurezza

Alternanza scuola-lavoro: gli obblighi formativi e di sicurezza

Nella G.U. -Serie Generale- n. 297, del 21-12-2017, è stato pubblicato il Regolamento recante la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro e le modalità di applicazione della normativa per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro. Il Regolamento suddetto, adottato con Decreto interministeriale 3 novembre 2017, n. 195, è entrato in vigore il 5/1/2018, costituendo di fatto un punto di riferimento delle molteplici dinamiche organizzative delle esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro.

Aldo Domenico Ficara (Ingegnere, Docente di elettrotecnica e supervisore SSIS presso l’Università degli Studi di Messina) ci parla di come realizzare l’alternanza, gli obblighi da rispettare (garanzia della sorveglianza sanitaria, assicurazione INAIL e civile verso terzi, un’adeguata formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro).
Il contributo si concentra, in particolare, sugli obblighi formativi in materia di sicurezza sul lavoro nelle scuole, analizzando l’art.5 della Carta alla luce del Testo Unico di Salute e Sicurezza sul Lavoro e con indicazioni su come ridurre i costi per la formazione specifica a carico delle strutture ospitanti.
Infine, una utile Scheda di valutazione dei rischi per l’attività di alternanza scuola lavoro, utile per organizzare le attività e grantire la sicurezza sul lavoro nelle scuole.
Source: INSIC

DATI INAIL gennaio-settembre: denunce infortuni/malattie in lieve aumento. Focus su incidenti plurimi

DATI INAIL gennaio-settembre: denunce infortuni/malattie in lieve aumento. Focus su incidenti plurimi

Nel DATI INAIL di ottobre l’Istituto snocciola i dati sugli incidenti plurimi avvenuti a partire dall’incidente della Thyssen Krupp di Torino nel dicembre 2007 fino ai giorni nostri: nel 2019 ci sono state 34 vittime, contro i 18 occorsi nei primi nove mesi del 2018. Non solo, DATI INAIL riporta i dati su infortuni mortali e malattie professionali nei nove mesi del 2019: i casi mortali denunciati in flessione del 6,5%, mentre sono in aumento dello 0,05% rispetto all’analogo periodo del 2018 (da 468.471 a 468.698 gli infortuni sul lavoro denunciati all’Istituto tra gennaio e settembre. ed il Quadro infortunistico dei primi tre trimestri. A crescere anche le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail: nei primi nove mesi di quest’anno sono state 45.158: 1.075 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,4%).

DATI INAIL: gli incidenti plurimi

Dal rogo del dicembre 2007 nello stabilimento della ThyssenKrupp di Torino, costato la vita a sette operai, alla tragica vicenda dei quattro lavoratori morti lo scorso settembre in un’azienda agricola della campagna pavese: sono questi, fra gli altri, gli incidenti riportati da INAIL che sottolinea comunque come “Tra le prime cause di infortunio mortale, a prescindere che sia plurimo o meno, troviamo principalmente gli incidenti stradali (la metà del totale dei decessi), ossia quelli che si verificano fuori dall’azienda con coinvolgimento di un mezzo di trasporto (in occasione di lavoro e in itinere); a seguire gli schiacciamenti e le cadute dall’alto, più altre cause di numerosità inferiore tra cui ustioni, folgorazioni, soffocamento e asfissia, annegamenti, esplosioni.
Più avanti nel report si sottolinea che gli incidenti plurimi, nei primi nove mesi di quest’anno sono stati 16, per un totale di 34 vittime, contro i 18 occorsi nei primi nove mesi del 2018, in cui sono morti 67 lavoratori. Oltre la metà di questi 67 decessi è avvenuta nel solo mese di agosto, funestato da due gravissimi incidenti stradali occorsi in Puglia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti, e dal crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 morti sul lavoro denunciate all’Istituto.

DATI INAIL: Infortuni e malattie professionali nei primi nove mesi del 2019

Nei primi nove mesi del 2019 i casi mortali denunciati in flessione del 6,5%. A fronte di una sostanziale stabilità del numero complessivo degli infortuni sul lavoro denunciati all’Istituto tra gennaio e settembre, in aumento dello 0,05% rispetto all’analogo periodo del 2018 (da 468.471 a 468.698), le denunce di casi mortali sono state 780, 54 in meno rispetto alle 834 dell’analogo periodo dell’anno precedente (-6,5%). Nel dettaglio, i casi mortali occorsi “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno dal luogo di lavoro, sono stati 36 in meno (da 253 a 217), mentre quelli avvenuti “in occasione di lavoro” sono stati 18 in meno (da 581 a 563).

DATI INAIL: il Quadro infortunistico nei primi tre trimestri
Le denunce di infortunio presentate all’Inail entro lo scorso mese di settembre sono state 468.698: 227 in più rispetto alle 468.471 dei primi nove mesi del 2018 (+0,05%). I dati rilevati al 30 settembre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento solo dei casi avvenuti “in itinere”, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, passati da 70.180 a 72.199 (+2,9%), mentre quelli “in occasione di lavoro” registrano un calo dello 0,4% (da 398.291 a 396.499).
A settembre 2019 il numero degli infortuni denunciati è diminuito dello 0,3% nella gestione Industria e servizi (dai 373.247 casi del 2018 ai 372.286 del 2019), mentre è aumentato dello 0,2% in Agricoltura (da 24.579 a 24.633) e dell’1,6% nel Conto Stato (da 70.645 a 71.779) (si veda nel volume INAIL il dettaglio dei dati territoriali).

DATI INAIL: Denunce di malattia professionale
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi nove mesi di quest’anno sono state 45.158, 1.075 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,4%). Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione Industria e servizi, da 34.739 a 36.189 (+4,2%), mentre sono diminuite in Agricoltura, da 8.831 a 8.505 (-3,7%), e nel Conto Stato, da 513 a 464 (-9,6%).
Source: INSIC