24 marzo 2019, Giornata mondiale della tubercolosi

L’Italia è un Paese a bassa incidenza di tubercolosi, anche grazie al miglioramento della diagnosi e della terapia, ma in alcuni paesi, sia europei che extraeuropei, l’incidenza continua ad essere alta. La situazione nel mondo e in Italia

Data di pubblicazione: 22/03/2019

Source: Ministero della Salute

Allattamento nelle emergenze

In occasione di calamità naturali l’allattamento rappresenta un concreto riferimento nutrizionale ed aumenta la sicurezza del bambino e della madre. Numerosi i vantaggi dell’allattamento in situazioni di emergenza

Data di pubblicazione: 22/03/2019

Source: Ministero della Salute

Emilia Romagna: i risultati del tavolo integrato sulle malattie professionali

Emilia Romagna: i risultati del tavolo integrato sulle malattie professionali

Pubblicato da INAIL il resoconto dell’attività del tavolo integrato sulle malattie professionali (costituito tre anni fa) che in un convegno a Bologna ha fatto il punto sullo stato delle denunce e sulle patologie più diffuse: 6.416 denunce solo nella Regione (in calo dell’8,6% rispetto all’anno precedente, come in calo anche i riconoscimenti INAIL) il 71,2% riguardano appunto malattie osteo-articolari, agli arti e al rachide, causate da posture errate, sollevamento pesi e attività ripetitive, mentre l’1% è rappresentato da disturbi psichici e comportamentali su cui “concentrare l’attenzione nei prossimi anni”.
Ecco i dati diffusi da Superabile INAIL.

Le più diffuse sono le malattie che colpiscono le mani, le braccia e la schiena. Ma le vere patologie professionali emergenti, anche se ancora ridotte dal punto di vista delle denunce, sono quelle collegate allo stress. A segnalarlo è l’Inail Emilia-Romagna, che a Bologna, al convegno organizzato in Cappella Farnese su disabilità e lavoro, ha presentato l’attività del tavolo integrato sulle malattie professionali nato tre anni fa. Nel 2017 in Emilia-Romagna sono state presentate all’Inail 6.416 denunce, che per il 71,2% riguardano appunto malattie osteo-articolari, agli arti e al rachide, causate da posture errate, sollevamento pesi e attività ripetitive. A questo va aggiunto un altro 13,7% di malattie del sistema nervoso, soprattutto disturbi del tunnel carpale e tendiniti. Il 6,5% delle denunce riguarda perdita di udito, solo il 3% sono tumori.

“Le patologie più gravi sono quelle oncologiche- sottolinea Daniela Bonetti dell’Inail Emilia-Romagna- ma rappresentano una bassa percentuale, perché non sempre vengono denunciate. Quando viene diagnosticato un tumore, il lavoratore è travolto dal dramma della situazione e il medico è soprattutto concentrato nella cura del paziente”. Quindi non viene focalizzata l’attenzione sul possibile legame tra il lavoro e la malattia. “Tante volte lo stesso lavoratore non pensa di essere a rischio”, sottolinea Bonetti. Inoltre “non sempre è in grado di ricostruire l’esposizione” alla sostanza cancerogena, quindi anche l’Inail “fa fatica a riconoscere la malattia professionale”.

Nel panorama generale, poi, l’1% delle denunce è rappresentato da disturbi psichici e comportamentali, legati allo stress. “È la vera patologia emergente- sostiene Bonetti- non parliamo ancora di numeri elevati dal punto di vista delle denunce e dei riconoscimenti. Ma è la malattia professionale su cui si dovrà concentrare l’attenzione nei prossimi anni”. Anche perché le nuove tecnologie “hanno migliorato le condizioni di lavoro in molti ambiti”, mentre lo stress in aumento “è legato al tipo di vita sociale che è cambiato negli ultimi anni”. In passato, spiega la dirigente Inail, “venivano riconosciuti infarti e aritmie come sintomi di stress. Oggi invece si parla anche di disturbi post-traumatici, ad esempio dopo aver subito rapine o aggressioni sul luogo di lavoro”. In questo contesto, aggiunge Bonetti, “il burnout è solo la punta dell’iceberg, molto più diffusi sono malessere, disagio e assenteismo. Ma su questo, più che la rendita Inail, aiuta la prevenzione”.

Nel 2017 sono state presentate all’Inail 6.416 denunce, in calo dell’8,6% rispetto all’anno prima (furono 7.942 nel 2013), la maggior parte nel comparto industria e servizi. Allo stesso tempo sono in calo anche i riconoscimenti da parte dell’Inail: si parla di 2.441 casi nel 2017, rispetto ai 2.858 dell’anno precedente (furono 3.784 nel 2013). Di questi, 1.749 hanno ricevuto indennizzi. Dopo il calo del precedente quinquennio, sottolinea però Bonetti, “i segnali di un nuovo incremento compaiono nei primi mesi del 2019″. La stragrande maggioranza dei casi riguarda lavoratori italiani, il 59,5% sono uomini. Le denunce vengono per lo più dalle province di Bologna, Reggio Emilia, Forlì-Cesena e Modena.
Source: INSIC

Piano straordinario per il settore idrico: la pubblicazione sul sito del MIT

Piano straordinario per il settore idrico: la pubblicazione sul sito del MIT

Con Comunicato del Ministero delle Infrastrutture pubblicato sulla Gazzetta ufficiale (di ieri, 20 marzo 2019) si informa della pubblicazione del Piano straordinario per la realizzazione di interventi nel settore idrico, adottato ai sensi dell’art. 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2017) attraverso uno specifico decreto interministeriale (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo).
Il Piano straordinario è composto di 30 interventi in stato di progettazione definitiva ed esecutiva, riguardanti gli invasi multi-obiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili annunciato in dicembre.

Nel Piano Straordinario sono riportati regione per regione il soggetto proponente ed il Finanziamento.
L’importo complessivo del piano è di 249.882.932,40 euro: la copertura del costo è assicurata a valere delle risorse stanziate con legge di Bilancio 2017.
Gli interventi saranno oggetto di monitoraggio mediante sistemi informatizzati della PA, trasmessi dalle amministrazioni e soggetti pubblici titolari degli interventi alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche.
Per l’esecuzione degli interventi è possibile ricorrere a enti pubblici e società in house dello Stato per le attività di supporto tecnico-amministrativo alla fase di progettazione e per il relativo monitoraggio.
Source: INSIC

Elan sceglie DuPont™ Tyvek® per stare dalla parte della sicurezza

Elan sceglie DuPont™ Tyvek® per stare dalla parte della sicurezza

Marzo 2019 – L’azienda slovena Elan è molto conosciuta per la sua produzione di sci. Con Ingemar Stenmark, uno dei più grandi sciatori al mondo di tutti i tempi che detiene il record di vittorie di coppe del mondo di sci alpino, tutte vinte con gli sci Elan, e con l’innovazione degli sci carving, Elan si posiziona tra i migliori produttori di sci al mondo. Nel 2012 e nel 2015, Elan è stata premiata come marchio sportivo più innovativo e ha ricevuto il Plus X Award. Grazie al suo successo, Elan ha costantemente ampliato la propria attività ed è oggi un marchio globale per attrezzature tecniche sportive e la navigazione a vela, con un fatturato di 85 milioni di euro e oltre 800 dipendenti. È inoltre uno dei maggiori produttori di componenti di compositi avanzati per l’industria eolica, importante fornitore e partner nella R&S della divisione Off-Shore Wind Power di Siemens Gamesa.

La divisione energia eolica
Ogni settimana, due o tre navicelle per turbine eoliche, ciascuna lunga 12 metri, con un diametro di 6 metri e un peso di circa 9 tonnellate sono spedite dalla fabbrica di Elan. Sono necessari quattro camion per il trasporto di tutte le parti di una sola navicella. Circa 10 volte all’anno l’autostrada deve essere parzialmente chiusa al traffico per consentire la circolazione dei camion che trainano rimorchi lunghi da 50 a 100 metri. L’azienda produce inoltre più di 10.000 torri all’anno, ciascuna composta da 70 a 90 strati di lastre in fibra di vetro. Le torri vengono in seguito trasportate verso le strutture di produzione delle lame in varie aree tra cui Danimarca, Inghilterra, Cina, Marocco e altre parti del mondo.

Il processo di produzione
La zona di produzione della divisione energia eolica si estende su 10.000 metri quadrati. Si trova nel villaggio di Begunje na Gorenjskem che offre una splendida vista sulle Alpi Slovene. La produzione di compositi richiede una grande attenzione dei lavoratori poiché le lastre di fibre devono essere accuratamente impregnate di resina per ottenere le giuste proprietà meccaniche necessarie al corretto funzionamento delle parti. La resina viene solitamente applicata a mano da una persona con l’ausilio di un pennello o un rullo poiché questa tecnica richiede una quantità minima di attrezzatura. In Elan, viene utilizzata unicamente per la produzione delle torri degli aerogeneratori. Tuttavia, a causa dell’esposizione diretta dei lavoratori ai componenti delle resine, l’azienda sta sviluppando una tecnologia altamente industrializzata di infusione a stampo chiuso.

D’altra parte, per le parti composite delle navicelle delle turbine eoliche, Elan utilizza le resine poliestere che possono provocare delle emissioni di COV. Anche per questo motivo, Elan impiega da anni l’infusione sottovuoto, più salutare e rispettosa dell’ambiente.

La sicurezza dei lavoratori in prima linea
Durante la produzione di materiali compositi, alcuni lavoratori sono esposti a componenti in resina, a componenti di spray utilizzati per l’applicazione di fibre secche o alla polvere di fibre di vetro prodotta dalle operazioni di finitura. Tutti gli ingredienti principali dei prodotti compositi sono irritanti e allergeni professionali. Allo stesso tempo, l’esposizione della pelle alle fibre di vetro può causare irritazione. Pertanto, le parti corporee esposte devono essere protette da irritazioni e allergie. “La sicurezza sul lavoro è la nostra priorità numero uno”, afferma Igor Zupan, direttore R & D della divisione energia eolica di Elan.

Le soluzioni di DuPont
A tal fine, le schede di sicurezza dei singoli prodotti utilizzati da Elan sono studiate attentamente. Inoltre, i pericoli professionali, le valutazioni dei rischi sul posto di lavoro e le misurazioni per controllare l’esposizione vengono effettuate su base regolare. Contemporaneamente, Elan ha compiuto uno sforzo considerevole per selezionare la soluzione protettiva più adatta per i suoi dipendenti. Hanno scelto le tute protettive DuPont™ Tyvek® 600 Plus e DuPont™ Tyvek® 500 Xpert. Come dichiarato da Igor Zupan, “La collaborazione con DuPont si basa su elementi quali la competenza tecnica, l’offerta di corsi di formazione e i consigli per indossare e togliere in sicurezza gli indumenti protettivi di DuPont. Inoltre, DuPont è un produttore di classe mondiale riconosciuto per la sua affidabilità e le sue tute protettive certificate sono conformi alle norme europee. I nostri lavoratori, che trascorrono quasi tutto il turno indossando le tute protettive Tyvek®, sono soddisfatti di queste soluzioni, e per Elan questo è uno dei criteri più importanti.” Come spiega Branka Abram, una dipendente addetta alla laminazione durante la produzione delle navicelle, le comode tute Tyvek® proteggono la sua pelle dai prodotti appiccicosi a cui è esposta al lavoro.

Una collaborazione di lunga data
La collaborazione tra Elan e DuPont è iniziata nel 2010 quando Elan ha cominciato a impiegare le tute da lavoro DuPont™ Tyvek®. Considerata la soddisfazione degli utilizzatori nei confronti del materiale e il livello di protezione, l’anno successivo Elan ha equipaggiato i propri dipendenti con accessori di DuPont tra i quali la manica DuPont™ Tyvek® modello PS32LA, il copriscarpa DuPont™ Tyvek® 500 modello POS0 e nel 2013, i pantaloni DuPont™ Tyvek® 500. Grazie alla stretta collaborazione con DuPont, Elan è in grado di garantire un ambiente di lavoro sicuro e protetto ai propri dipendenti.

DuPont Personal Protection (www.ipp.dupont.comwww.safespec.dupont.it) utilizza l’esperienza di DuPont in quanto società tra le più sicure al mondo, le sue competenze scientifiche e tecnologiche riconosciute e la conoscenza dei mercati chiave per procurarsi soluzioni in grado di proteggere le persone, i prodotti, i business e l’ambiente.
Source: INSIC

Impianti GNC: modifiche alla norma tecnica antincendio

Impianti GNC: modifiche alla norma tecnica antincendio

Con Decreto del Ministero dell’Interno del 12 marzo 2019 vengono apportate diverse modifiche al decreto 24 maggio 2002, norma tecnica di riferimento per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione.
Il decreto di modifica si è reso necessario in quanto già con decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257, in attuazione della direttiva 2014/94/UE sulle infrastrutture per i combustibili alternativi, si stabiliva (art. 18 comma 2) la pubblicazione (entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore) di un decreto che facilitasse lo sviluppo della modalità self-service per gli impianti di distribuzione del GNC.
Fra le novità: l’estensione della videosorveglianza sugli impianti non presidiati, la formazione per usufruire della modalità self-service attraverso un addestramento sul corretto utilizzo del distributore in modalità self-service, previa registrazione dell’utente in uno specifico portale ministeriale.

Modifiche del provvedimento

Il decreto sostituisce completamente il testo del punto 2.7.5. (Apparecchi di distribuzione automatici), il paragrafo 4.5. (Segnaletica di sicurezza) e il paragrafo 4.7 (Funzionamento in modalità self-service), Punto 4.7.1 (Istruzioni per gli utenti del distributore self-service).

Il punto 2.7.5- Apparecchi di distribuzione automatici (titolo II, paragrafo 2.7)

Il nuovo punto 2.7.5 richiede che gli apparecchi distributori di gas naturale siano provvisti di marcatura CE e relativa dichiarazione di conformità ai sensi del decreto legislativo 19 maggio 2016, n. 85 (rimosso il riferimento al DPR n.126/1998).
Devono essere dotati di pistola di erogazione conforme a quanto specificato dal regolamento ECE-ONU R110 (rimosso il richiamo precedente alla norma ISO 14469-1).
Maggiormente specificati, poi, i caratteri del pulsante di ritenuta che comanda l’erogazione del gas: prima si parlava di rilascio del dispositivo che determina l’immediato blocco dell’erogazione; ora si specifica che: «L’eventuale successiva pressione dello stesso pulsante deve bloccare immediatamente l’erogazione del gas”. E ancora, sul pulsante “deve essere posizionato ad adeguata distanza dall’apparecchio di distribuzione in uso, comunque non inferiore alla lunghezza della manichetta di carico del veicolo, e collocato in modo da consentire all’utente una completa visione dell’apparecchio di distribuzione al fine del controllo della regolare erogazione”.
Ulteriore precisazione per il sistema di comunicazione remoto: si trova sia negli impianti self-service non presidiati che in quelli presidiati ma, si precisa, “in zona sicura posta ad adeguata distanza dagli apparecchi di distribuzione, comunque in posizione tale da garantire una completa visione dell’apparecchio stesso».

Il paragrafo 4.5. – Segnaletica di sicurezza

Nel nuovo paragrafo si sostituisce il riferimento al D.Lgs. n. 443/1996 con il riferimento al Testo Unico di Sicurezza (D.Lgs. n.81/2008) per la disciplina della segnaletica (che deve essere sempre idonea e riproducente uno schema di flusso dell’impianto gas ed una planimetria dell’impianto di distribuzione).
Riscritte anche le indicazioni da riportare sulla cartellonistica che ora deve indicare:
«…omissis
a) è vietato accedere al rifornimento ai veicoli che non sono in possesso dei requisiti richiesti per la circolazione, compresi gli aspetti relativi alla omologazione delle bombole installate e alle relative verifiche periodiche;
b) nell’area, nel raggio di 6 metri dal perimetro dell’apparecchio di distribuzione, anche all’interno dell’abitacolo, è vietato:
b.1) utilizzare apparati non adeguatamente protetti dal rischio d’innesco, ivi compresi i telefoni cellulari;
b.2) fumare, anche con sigaretta elettronica;
b.3) accendere o utilizzare fiamme libere.
Ulteriore cartellonistica deve indicare le istruzioni inerenti:
c) il comportamento da tenere in caso di emergenza;
d) la posizione dei dispositivi di sicurezza;
e) le manovre da eseguire per mettere in sicurezza l’impianto come, ad esempio, l’azionamento dei pulsanti di emergenza e il funzionamento dei presidi antincendio;
f) l’avvertenza che il veicolo può essere messo in moto soltanto dopo che la pistola di erogazione sia stata disinserita.»
;

Il paragrafo 4.7 – Funzionamento in modalità self-service

Fra le altre importanti novità: il paragrafo 4.7 prevede negli spazi non presidiati che gli impianti siano dotati di un sistema di videosorveglianza, con registrazione delle immagini in conformità alla normativa vigente, che consenta la visione dell’apparecchio di distribuzione, della zona di rifornimento dei veicoli e, in aggiunta rispetto al passato, anche della targa e del veicolo che ha effettuato il rifornimento.
Si aggiunge che «il sistema deve essere in grado di archiviare opportunamente le immagini, per un tempo conforme alle disposizioni di legge, in modo tale che possano essere consultate esclusivamente dagli organi di controllo nell’ambito delle attività di competenza».
Si richiede inoltre, che gli impianti non presidiati siano dotati di un sistema di riconoscimento dell’utente, che viene identificato mediante l’inserimento dello strumento di pagamento elettronico che fornisce il consenso all’erogazione dell’apparecchio di distribuzione asservito al dispositivo self-service (in precedenza si parlava dell’attivazione di apposite schede a riconoscimento elettronico rilasciate dai gestori o da altri soggetti, previa verifica del possesso di specifici requisiti).
Un ulteriore novità è rappresentata dalla previsione che, sempre in impianti non presidiati, gli utenti che intendono usufruire della modalità self-service, debbano essere «preventivamente istruiti in merito alle modalità di effettuazione del rifornimento self-service, ai rischi ad esso connessi, nonché alle avvertenze, limitazioni, divieti e comportamenti da tenere in caso di emergenza, alle conseguenze relative a comportamenti scorretti o non permessi ed essere registrati all’interno di una specifica banca dati».
Questa registrazione avverrà con modalità individuate dal Ministero dell’interno, condivise con i Ministeri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, su un portale telematico presente sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In alternativa la registrazione può essere effettuata su portale telematico implementato da una società regolata dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che opera nel settore delle infrastrutture del gas presente su tutto il territorio nazionale, oppure sul portale di un sito internet di un organismo che opera nel settore delle infrastrutture del gas presente su tutto il territorio nazionale, previo assenso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

In nuovo punto 4.7 dettaglia poi i modi con cui realizzare questa istruzione agli utenti: può essere effettuata presso un distributore di gas naturale per autotrazione con impianto self-service a cura del gestore o di personale dallo stesso delegato, che deve prevedere anche un addestramento sul corretto utilizzo del distributore self-service e deve essere accompagnata da apposito opuscolo dimostrativo, oppure effettuata avvalendosi di un “tutorial”, almeno in lingua italiana ed inglese, disponibile sul portale precedentemente citato.
In entrambi i casi l’utente dovrà dichiarare di essere stato adeguatamente istruito sulle modalità di effettuazione del rifornimento self-service e dei rischi connessi, sulle avvertenze, limitazioni, divieti e comportamento da tenere in caso di emergenza (si veda nel dettaglio il nuovo punto).
Inoltre, l’utente dovrà essere guidato nella fase operativa di rifornimento mediante specifica cartellonistica (vedi paragrafo sopra commentato).
In fase di utilizzo degli impianti, spiega il nuovo Punto 4.7, gli utenti devono, in due fasi successive:
• dichiarare sotto la propria responsabilità di essere stati adeguatamente istruiti, e che i veicoli destinati al rifornimento sono in possesso dei requisiti per la circolazione nel rispetto delle disposizioni vigenti, compresi gli aspetti relativi alla omologazione delle bombole installate e alle relative verifiche periodiche;
• dichiarare di utilizzare personalmente lo strumento elettronico di pagamento, identificativo per la modalità self-service per il rifornimento, confermando ulteriormente, prima di iniziare l’erogazione del carburante, le precedenti dichiarazioni sulla istruzione e i requisiti del veicolo, assumendosi ogni responsabilità conseguente all’utilizzo non consentito dell’impianto.

Punto 4.7.1 Istruzioni per gli utenti del distributore self-service

Nella sostituzione del punto 4.7.1 si richiede che la cartellonistica presente vicino agli apparecchi di distribuzione sia redatta in almeno due lingue, italiano e inglese (prima non veniva specificato) e indichi che il prodotto distribuito è gas naturale compresso GNC; che il rifornimento è consentito se il veicolo è dotato di connettore di tipo unificato in accordo UN-ECE R110. Inoltre, deve indicare il divieto di effettuare il rifornimento self-service agli utenti non preventivamente abilitati, di riempire recipienti mobili (bombole), rifornire contemporaneamente il medesimo veicolo con più carburanti.
Restano ferme le previsioni precedenti circa il contatto con il personale addetto attraverso il previsto sistema di segnalazione (negli impianti presidiati); la richiesta di assistenza all’operazione di erogazione o in caso di necessità tramite apposito pulsante. Vengono poi dettagliate in modo più completo le operazioni di erogazione (spegnimento del motore, divieto di allontanarsi durante il rifornimento, rimozione del cappuccio antipolvere dal connettore, collegamento/scollegamento della pistola di erogazione).

Riferimenti normativi

DECRETO 12 marzo 2019 del MINISTERO DELL’INTERNO
Modifiche ed integrazioni al decreto 24 maggio 2002, recante: «Norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione».

Sulla banca dati Sicuromnia

Su Sicuromnia è disponibile il testo del Provvedimento e i provvedimenti collegati oltre a news/articoli di approfondimento.
Richiedi una settimana di accesso gratuito!.
Source: INSIC

Autoliquidazione 2018-2019: differimento dei termini e prime indicazioni

Autoliquidazione 2018-2019: differimento dei termini e prime indicazioni

INAIL ricorda che è stato rinviato al 16 maggio 2019 il termine ultimo per il pagamento dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali relativi all’autoliquidazione 2018-2019.
Lo ha stabilito la Circolare n.1/2019 che fornisce le prime istruzioni per l’autoliquidazione 2018-2019 dei premi delle polizze dipendenti, delle polizze artigiane e di quelle del settore marittimo, sulla base di quanto disposto dall’art. 1, co. 1125, della legge n.145 del 30 dicembre 2018, al fine di consentire l’applicazione delle nuove tariffe dei premi oggetto di revisione.
La circolare, inoltre, disciplina il pagamento dei premi nel caso di cessazione dell’attività nel periodo compreso tra il 1° gennaio e la data di scadenza dell’autoliquidazione.Ecco gli ulteriori chiarimenti offerti da INAIL

In particolare:
il termine del 31 dicembre 2018 entro cui l’Inail rende disponibili al datore di lavoro gli elementi necessari per il calcolo del premio assicurativo è stato differito al 31 marzo 2019
il termine del 16 febbraio 2019 entro cui inviare la comunicazione motivata di riduzione delle retribuzioni presunte è stato differito al 16 maggio 2019
il termine del 16 febbraio 2019 previsto per il versamento tramite F24 e F24EP dei premi ordinari e dei premi speciali unitari artigiani, dei premi relativi al settore navigazione, per •il pagamento in unica soluzione e per il pagamento della prima rata in caso di rateazione ai sensi delle leggi 449/1997 e 144/1999 è stato differito al 16 maggio 2019
il termine del 28 febbraio 2019 per la presentazione telematica delle dichiarazioni delle retribuzioni è stato differito al 16 maggio 2019.
In caso di pagamento del premio in 4 rate, i termini di scadenza della prima e della seconda rata per il 2019 sono unificati al 16 maggio 2019.

Il rinvio dell’autoliquidazione comporta anche il differimento dei termini per il pagamento dei contributi associativi il cui primo acconto è effettuato nel mese di luglio 2019.

Per le polizze scuole, apparecchi rx, sostanze radioattive, pescatori, frantoi, facchini nonché barrocciai/vetturini/ippotrasportatori, invece, restano confermati i termini di scadenza per il pagamento e per gli adempimenti relativi ai premi speciali anticipati per il 2019 nonché la riduzione prevista dalla legge 147/2013, pari al 15,24%. Per la riduzione del premio nel primo biennio di attività, continua ad essere disponibile il servizio online OT20.
Anche per le società di somministrazione è confermato il termine di scadenza del 18 febbraio 2019 in relazione ai premi del 4° trimestre 2018; le nuove tariffe, invece, si applicano dal 1° gennaio 2019.
Resta esclusa per il settore edile la riduzione dei premi assicurativi mentre si applica la riduzione alla regolazione 2018 nella misura dell’11,50%.
Source: INSIC