Certificazione dei contratti di lavoro: chiarimenti sull'attività degli Enti bilaterali

Certificazione dei contratti di lavoro: chiarimenti sull'attività degli Enti bilaterali

Con Circolare n.4/2018 il Ministero del lavoro fornisce alcuni chiarimenti circa la possibilità di certificazione dei contratti di lavoro da parte di Enti bilaterali totalmente privi dei requisiti per svolgere tale attività.
Secondo l’Ispettorato sono numerose le segnalazioni relative a questi Enti che reclamizzano la possibilità di certificare contratti di lavoro, nonché di appalto e subappalto ai sensi degli artt. 75 e ss. del D.Lgs. n. 276/2003 e del D.P.R. n. 177/2011.

Enti bilaterali: ci vogliono i requisiti
L’Ispettorato ricorda innanzitutto i requisiti dell’Ente bilaterale (soggetti costituiti “a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative”) e la facoltà alla lettera h) dell’art. 2 del D.Lgs. n. 276/2003, di poter svolgere la certificazione dei contratti di lavoro e di regolarità o congruità contributiva.

Per l’Ispettorato qualora tale requisito sia carente ovvero quando l’Ente non ha, per ciascuna parte, il requisito della maggiore rappresentatività in termini comparativi, l’Organismo non può svolgere tale funzione e men che mai l’attività di certificazione.
Il personale ispettivo quindi potrà operare nei confronti dei provvedimenti certificati da tali pseudo Enti, senza tenere minimamente conto delle preclusioni tipiche dell’atto certificativo, adottando anche ogni eventuale provvedimento di carattere sanzionatorio.

Riferimenti normativi:
Circolare n. 4 del 12 febbraio 2018
Certificazione dei contratti da parte di Enti bilaterali privi dei requisiti di legge (data di pubblicazione 13 febbraio 2018).

Source: INSIC

Emissioni: in esame preliminare un decreto sulla riduzione di inquinanti atmosferici

Emissioni: in esame preliminare un decreto sulla riduzione di inquinanti atmosferici

Nell’ultimo Consiglio dei Ministri dello scorso 22 febbraio, il Governo Gentiloni ha approvato in esame preliminare, un decreto legislativo in attuazione della direttiva (UE) 2016/2284 in materia di riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici.
Intende contribuire alla riduzione del complesso delle emissioni nazionali annue di origine antropica, attivare il monitoraggio emissioni di una serie di sostanze non contemplate negli obblighi di riduzione. Riguarda anche i soggetti privati che siano interessati dall’attuazione delle politiche e delle misure del programma nazionale.

Decreto attuato in esame preliminare
Approvato in esame preliminare su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il decreto legislativo, in attuazione della direttiva (UE) 2016/2284 in materia di riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, ha l’obiettivo di promuovere il raggiungimento di livelli di qualità dell’aria tali da non causare impatti negativi significativi e rischi significativi per la salute umana e l’ambiente.

Obiettivi del decreto in esame preliminare
Il decreto, in conformità alla direttiva, introduce norme volte a raggiungere i seguenti obiettivi:
?ridurre il complesso delle emissioni nazionali annue di origine antropica di una serie di sostanze per rispettare specifici livelli entro il 2020 e il 2030;
?attivare il monitoraggio delle emissioni di una serie di sostanze per cui non sono previsti obblighi di riduzione delle emissioni;
?ottenere, attraverso un sistema di monitoraggio, dati relativi agli impatti dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi.

Destinatari del Decreto
Il decreto ha tra i destinatari soggetti sia pubblici che privati. In particolare, le autorità con competenze in settori responsabili di emissioni oggetto di impegni nazionali di riduzione (come trasporti, industria, agricoltura, energia, riscaldamento civile, ecc.) o in ambiti collegati (qualità dell’aria, clima, ecc.), dovranno realizzare azioni coerenti con l’attuazione del programma nazionale di riduzione delle emissioni. Per quanto attiene ai soggetti privati, le nuove norme avranno effetto su tutti coloro che, come operatori, utenti o consumatori, saranno interessati dall’attuazione delle politiche e delle misure del programma nazionale. Tali soggetti potranno essere destinatari di obblighi e divieti o, comunque, di effetti diretti e indiretti dell’applicazione del programma nazionale (limiti di emissione di attività, divieti e limiti di circolazione veicolare, obblighi relativi al riscaldamento civile, ecc.).
Source: INSIC

Sistemi gestione SSL: in inchiesta UNI una guida alla ISO 45001

Sistemi gestione SSL: in inchiesta UNI una guida alla ISO 45001

UNI segnala l’apertura della inchiesta pubblica preliminare, a partire dal 22 febbraio e fino all’8 marzo, per 7 nuovi progetti di norma, fra i quali spunta il Progetto di norma internazionale UNI1604301 che specifica i requisiti per un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (SSL) e fornisce una guida per il suo utilizzo, al fine di consentire alle organizzazioni di predisporre luoghi di lavoro sicuri e salubri, prevenendo lesioni e malattie correlate al lavoro, nonché migliorando proattivamente le proprie prestazioni relative alla SSL

Spiega UNI che la norma sarà applicabile a qualsiasi organizzazione, indipendentemente dalle dimensioni, tipo e attività, che desideri istituire, attuare e mantenere un sistema di gestione per migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro, eliminare i pericoli e minimizzare i rischi per la SSL (incluse carenze del sistema), cogliere le opportunità per la SSL e prendere in carico le non conformità del sistema di gestione per la SSL associate alle proprie attività. Faciliterà l’organizzazione nel raggiungimento dei risultati attesi del suo sistema di gestione per la SSL; ovvero:
a) miglioramento continuo delle prestazioni relative alla SSL;
b) soddisfacimento dei requisiti legali e di altri requisiti; c) raggiungimento degli obiettivi per la SSL.

Il progetto è di competenza della Commissione Sicurezza che ha deciso di adottare e tradurre la ISO 45001 a partire dal testo dell’ISO/FDIS con l’obiettivo di velocizzare il più possibile la pubblicazione in italiano della norma e renderla disponibile al mercato, considerando l’elevato numero di organizzazioni certificate secondo la BS OHSAS 18001:2007.
Source: INSIC

In inchiesta UNI una guida all'utilizzo dei Sistemi Gestione SSL

In inchiesta UNI una guida all'utilizzo dei Sistemi Gestione SSL

UNI segnala l’apertura della inchiesta pubblica preliminare, a partire dal 22 febbraio e fino all’8 marzo, per 7 nuovi progetti di norma, fra i quali spunta il Progetto di norma internazionale UNI1604301 che specifica i requisiti per un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (SSL) e fornisce una guida per il suo utilizzo, al fine di consentire alle organizzazioni di predisporre luoghi di lavoro sicuri e salubri, prevenendo lesioni e malattie correlate al lavoro, nonché migliorando proattivamente le proprie prestazioni relative alla SSL

Spiega UNI che la norma sarà applicabile a qualsiasi organizzazione, indipendentemente dalle dimensioni, tipo e attività, che desideri istituire, attuare e mantenere un sistema di gestione per migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro, eliminare i pericoli e minimizzare i rischi per la SSL (incluse carenze del sistema), cogliere le opportunità per la SSL e prendere in carico le non conformità del sistema di gestione per la SSL associate alle proprie attività. Faciliterà l’organizzazione nel raggiungimento dei risultati attesi del suo sistema di gestione per la SSL; ovvero:
a) miglioramento continuo delle prestazioni relative alla SSL;
b) soddisfacimento dei requisiti legali e di altri requisiti;
c) raggiungimento degli obiettivi per la SSL.

Il progetto è di competenza della Commissione Sicurezza che ha deciso di adottare e tradurre la ISO 45001 a partire dal testo dell’ISO/FDIS con l’obiettivo di velocizzare il più possibile la pubblicazione in italiano della norma e renderla disponibile al mercato, considerando l’elevato numero di organizzazioni certificate secondo la BS OHSAS 18001:2007.
Source: INSIC

PAN1-PLUS: il pannello ottico-acustico di avviso di allarme di Notifier

PAN1-PLUS: il pannello ottico-acustico di avviso di allarme di Notifier

Sulla rivista Antincendio, Notifier presenta il pannello ottico-acustico di avviso di allarme per interni, particolarmente adatto a corredo di impianti di rivelazione incendio in uffici, alberghi, centri commerciali, ospedali e ambienti industriali.
In allegato il PDF completo dell’articolo pubblicato sulla rivista Antincendio.


Certificato EN 54.3 ed EN 54.23, è conforme al TR 11607: “Linea Guida per avvisatori acustici ed ottici” dove, per dormitori ed alberghi, viene specificato che la frequenza deve essere tra 0,5 Hz e 1Khz. PAN1-PLUS è costruito con materiali non combustibili e non propaganti la fiamma. Le pellicole con diciture illuminate sono in PMMA a lenta infiammabilità; sono su sfondo rosso o grigio e vengono messe in risalto a pannello attivo.

È disponibile in bianco opaco, rosso fuoco e grigio opaco per ambienti industriali, oppure con colore selezionabile da una paletta di colori RAL. Un modello dedicato ai sistemi di Spegnimento Automatico è disponibile in giallo opaco abbinabile ai pulsanti manuali dello stesso colore e fornito di serie di due pellicole intercambiabili per l’avviso all’interno e all’esterno del locale. Esiste la possibilità di avere scritte personalizzate.
Oltre al modello convenzionale è previsto un modello indirizzabile con alimentazione esterna, compatibile con tutte le centrali CLIP e Advanced Protocol di Notifier.

Il dispositivo è classificato W- 5-11 nelle certificazioni EN 54, e quindi è progettato per coprire un volume con dimensioni massime di metri 5 x 11 x 11 (AxLxP). È anche selezionabile la modalità a basso consumo (70- 80mA) per coperture fino a metri 4x9x9. Sono presenti ingressi di comando per azionare Sirena+ Flash o solo Flash.
È disponibile una staffa orientabile per l’installazione a parete o soffitto anche di due dispositivi contrapposti ed un pannello con grado di protezione per ambienti con presenza di umidità. Per installazioni ad incasso è disponibile una scatola di montaggio dotata di livella incorporata, studiata per un’installazione semplice e veloce anche in pareti in cartongesso. PAN1-PLUS può essere sincronizzato con altri pannelli della stessa serie in modo da evitare lampeggi casuali tra i vari dispositivi nello stesso ambiente.
Source: INSIC

Edilizia scolastica e sicurezza: le novità dalle NTC e dai fondi Miur

Edilizia scolastica e sicurezza: le novità dalle NTC e dai fondi Miur

Con riferimento alla recente approvazione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (con DM 20/3/2018), ItaliaSicura ricorda non solo l’attesa per la Circolare applicativa e i Documenti Nazionali di Applicazione degli Eurocodici, ma anche una importante novità in materia di verifica sismica degli edifici.
Inoltre, pubblicato in gazzetta il DM 21/12/2017 del Miur con l’elenco dei beneficiari del fondo per l’adeguamento anti-sismico e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Edilizia scolastica e NTC 2018

Al cap.8 – Costruzioni Esistenti – un riferimento alla valutazioni del rischio sismico per le costruzioni di classe III ad uso scolastico e di classe IV: il valore del rapporto tra l’azione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione, a seguito degli interventi di miglioramento, deve essere comunque non minore di 0,6. In tal modo, spiega il sito ministeriale, si viene incontro anche alle esigenze di tutela del patrimonio storico.

Edilizia scolastica e messa in sicurezza

Con recente decreto del 21 dicembre 2017 n.107, il Ministero dell’Istruzione ha poi individuato i beneficiari delle risorse del fondo previsto all’articolo 1, comma 140, della Legge di Bilancio 2018 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232). Si tratta di poco più di 1 miliardo destinati all’attuazione di interventi di adeguamento strutturale e antisismico degli edifici scolastici statali e a interventi di messa in sicurezza resisi necessari a seguito delle indagini diagnostiche.
Sono assegnati agli Enti Locali in base alla Tabella allegata al Decreto per gli interventi e con gli importi a lato di ciascuno di essi indicati; tali interventi possono essere previste forme di cofinanziamento da parte degli enti locali (vedi art. 1 del DM 21/12/2017). L’assegnazione delle risorse (art.2) verrà effettuata entro il limite massimo dell’importo previsto per ciascuna regione dal decreto Miur 28 novembre 2017, n. 929 e viene ripartita sui capitoli 7105/8 e 7105/9 del bilancio di previsione del Ministero per il triennio 2017-2019. Gli enti locali sono anche autorizzati ad approvare le progettazioni esecutive degli interventi e ad effettuare l’aggiudicazione degli stessi almeno in via provvisoria entro e non oltre diciotto mesi dalla pubblicazione del decreto (avvenuto nella GU n.42 del 20-2-2018 – Suppl. Ordinario n. 9)
All’art. 3 del Decreto si indicano le modalità di rendicontazione delle erogazioni, disposte direttamente dalla Direzione generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica. Segnaliamo al punto 4, che, per monitorare gli interventi, gli enti beneficiari del finanziamento sono tenuti a implementare il sistema di monitoraggio presso il Ministero dell’istruzione e l’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica attraverso l’implementazione della Banca dati delle Amministrazioni pubbliche ( BDAP).
All’art. 4 le ipotesi di revoca nel caso di mancato rispetto dei termini del decreto e di violazione del nuovo Codice dei Contratti pubblici o qualora l’intervento finanziato con il presente decreto risulti assegnatario di altro finanziamento nazionale o comunitario per le stesse finalita’.

Riferimenti normativi:

DECRETO 21 dicembre 2017 del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Individuazione degli enti beneficiari delle risorse relative al fondo di cui all’articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, per interventi di messa in sicurezza e di adeguamento sismico degli edifici scolastici. (Decreto n. 1007). (18A01042)
(GU n.42 del 20-2-2018 – Suppl. Ordinario n. 9)

Per saperne di più su… rischio sismico:

Suggeriamo il corso dell’Istituto Informa
La valutazione del rischio sismico
Norma e tecnica per una prevenzione efficace

Valido come Aggiornamento per RSPP, ASPP, Datori di lavoro, Dirigenti, Preposti, Formatori e Coordinatori progettazione ed esecuzione lavori (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.)
Roma, 3 maggio 2018
Source: INSIC

Malattie professionali dell'apparato respiratorio: nuovo volume INAIL

Malattie professionali dell'apparato respiratorio: nuovo volume INAIL

INAIL rende nota la pubblicazione del Volume “Indirizzi operativi per la diagnosi delle malattie professionali dell’apparato respiratorio“, liberamente consultabile in rete e realizzata dalla Sovrintendenza sanitaria regionale Campania in collaborazione con Sovrintendenza sanitaria centrale e la Scuola di Specializzazione in medicina del lavoro, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli” (ex SUN)

Si tratta del risultato di un progetto per lo svolgimento di un “Iter procedurale per la diagnosi delle malattie professionali” e per l’elaborazione di “Indirizzi operativi per la diagnosi delle malattie professionali”, svolto attraverso la costituzione di gruppi di lavoro specifici per l’esame dei diversi apparati esaminati.
Gli indirizzi operativi inerenti la trattazione delle malattie professionali riguardano sia l’apparato respiratorio, che l’apparato muscoloscheletrico.
Nella prima fase sono state affrontate le questioni inerenti le patologie a carico dell’apparato respiratorio, che rappresentano storicamente una grossa quota di tutte le malattie professionali. In Campania tali patologie risultano tra le più denunciate, seconde solo alle affezioni muscoloscheletriche.

Le attività del gruppo di lavoro per le patologie respiratorie sono iniziate con l’esame di Circolari, indirizzi procedurali e protocolli diagnostici Inail già esistenti, nonché della Linee Guida di Società Scientifiche nazionali e internazionali e della letteratura scientifica.
In una fase successiva è stata valutata l’appropriatezza delle metodiche ed è stato definito l’iter procedurale per la diagnosi etiologica e la diagnosi differenziale delle malattie respiratorie di origine professionale.
L’esigenza di un nuovo iter diagnostico accertativo, si spiega nella pubblicazione, nasce innanzitutto dal fatto che il rapporto fra malattie professionali tabellate e non tabellate si è ormai stabilmente spostato in favore di queste ultime. Già dal del 1994, l’Inail aveva fornito per ciascuna malattia tabellata una scheda in cui una sezione è specificamente dedicata agli accertamenti diagnostici necessari per la compiuta diagnosi.
Secondo gli autori della pubblicazione, le aggiornate evidenze scientifiche e le nuove ed affinate tecniche diagnostiche impongono l’adozione di un metodo sistematico nell’accertamento delle malattie professionali, utile ad uniformare la trattazione nei vari ambiti medici e alla riduzione auspicabile delle patologie professionali misconosciute.

La pubblicazione, dunque riordina le malattie dell’apparato respiratorio, la cui classificazione risulta quanto mai complessa per la difficoltà di individuare specifici gruppi con caratteristiche peculiari che non siano rinvenibili anche in altri.

Riferimenti bibliografici:
Indirizzi operativi per la diagnosi delle malattie professionali dell’apparato respiratorio
Edizioni: Inail – 2017

Source: INSIC

Imballaggi e rifiuti: il Ministero ambiente ripartisce il contributo ONR 2017

Imballaggi e rifiuti: il Ministero ambiente ripartisce il contributo ONR 2017

Con Decreto del ministero dell’Ambiente del 12 dicembre 2017 viene fissata la ripartizione del contributo ONR 2017 dovuto per l’anno 2016 dai consorzi indicati nel Codice Ambiente e riportati nominalmente in allegato. Il contributo dovuto, (oltre 2 milioni) viene ripartito anche in materia proporzionale alla produzione fra i soggetti obbligati e ne è beneficiario il Ministero dell’Ambiente per l’attività di vigilanza e controllo sulla gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio .

L’entità del contributo ONR
Il contributo viene fissato a 2.000.000,00 (duemilioni) ed è oggetto di una equa ripartizione tra i diversi soggetti obbligati in base al criterio di proporzionalità e in relazione al valore della produzione di ciascuno dei soggetti obbligati, tenuto conto anche del carico gestionale amministrativo che i soggetti di maggior consistenza determinano sulle funzioni di controllo del Ministero dell’ambiente (si veda art. 3 del DM 12/12/2017).
Come indicato nell’allegato al DM 12/12/2017, la ripartizione si compone di una quota fissa pari all’1% del contributo complessivo e di una quota commisurata al valore della produzione indicato nel bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2015 oppure, se non ancora depositato presso il registro delle imprese, nel precedente bilancio d’esercizio.
I soggetti obbligati sono tenuti a versare all’entrata del bilancio dello Stato quanto di loro spettanza entro e non oltre il novantesimo giorno successivo alla notifica del DM 12/12/2017.

Soggetti obbligati
Il contributo è fissato al comma 6 del citato art. 206-bis del Codice Ambiente e riguarda il Consorzio nazionale imballaggi (art. 224), altri enti (di cui agli artt.) e i consorzi (artt. 233-236 e 227-228 per l’attività di vigilanza e controllo, tutti indicati in allegato al DM 12/12/2017.
Sono tutti indicati nominalmente e con riferimento alla tipologia di rifiuti trattata, al valore della produzione; inoltre, si cita l’importo del contributo totale, la quota fissa e la quota variabile, proporzionale al valore della produzione.
Sono esclusi dal pagamento del contributo i soggetti che hanno operato per meno di sei mesi nell’anno di riferimento e che alla data di pubblicazione del decreto hanno cessato la propria attività (così indicato all’art. 2 del decreto).

Riferimenti normativi:
DECRETO 12 dicembre 2017 MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Riparto del contributo dovuto per l’anno 2016, previsto dall’articolo 206-bis, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. (18A01164) (GU n.43 del 21-2-2018)

Source: INSIC

Acque: una Decisione sulle classificazioni dei sistemi di monitoraggio

Acque: una Decisione sulle classificazioni dei sistemi di monitoraggio

In materia di acque e sistemi di controllo, è stata recentemente pubblicata in GUCE la Decisione 2018/229 che istituisce, a norma della direttiva 2000/60/CE (Direttiva Acque), i valori delle classificazioni dei sistemi di monitoraggio degli Stati membri risultanti dall’esercizio di intercalibrazione. La Decisione abroga la decisione 2013/480/UE della Commissione.


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Le disposizioni della Direttiva 2000/60
La direttiva 2000/60/CE richiede agli Stati membri di proteggere, migliorare e ripristinare tutti i corpi idrici superficiali per raggiungere un buono stato ecologico e chimico. Impone agli Stati membri di proteggere e migliorare tutti i corpi idrici artificiali e quelli fortemente modificati, al fine di raggiungere un buon potenziale ecologico e un buono stato chimico.
Per definire il “buono stato ecologico”, la direttiva prevede un procedura per garantire la comparabilità tra i risultati del monitoraggio biologico dei vari Stati membri e le loro rispettive classificazioni dei sistemi di monitoraggio. È opportuno quindi secondo la Commissione, che i risultati del monitoraggio biologico ottenuti negli Stati membri e le loro rispettive classificazioni dei sistemi di monitoraggio siano comparati mediante una rete di intercalibrazione costituita da siti di monitoraggio situati in ciascuno Stato membro e in ciascuna ecoregione dell’Unione. Gli Stati membri sono tenuti a raccogliere le informazioni necessarie relative ai siti da inserire nella rete di intercalibrazione per consentire di valutare la coerenza delle classificazioni dei sistemi nazionali di monitoraggio con le definizioni normative contenute nell’allegato V, punto 1.2, della direttiva 2000/60/CE.

L’Allegato alla Decisione 2018/229
Pertanto, all’Allegato (unico) della Decisione 2018/229 sono indicati i valori che definiscono le delimitazioni tra le classi, ai sensi dell’allegato V, punto 1.4.1, iii), della direttiva 2000/60/CE; alla Parte 2 dell’Allegato alla Decisione sono riportati i valori che definiscono le delimitazioni tra le classi nell’ambito dei propri sistemi di monitoraggio e classificazione nel caso in cui una valutazione della comparabilità per un elemento di qualità biologica non sia stata completata nell’ambito di un gruppo di intercalibrazione geografico.
Gli Stati membri possono utilizzare i metodi e i valori che definiscono le delimitazioni tra le classi per stabilire il buon potenziale ecologico dei corpi idrici designati come artificiali o fortemente modificati secondo l’articolo 4, paragrafo 3, della direttiva 2000/60/CE (si veda l’art. 1 della Decisione).

Riferimenti normativi:
DECISIONE (UE) 2018/229 DELLA COMMISSIONE del 12 febbraio 2018
che istituisce, a norma della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, i valori delle classificazioni dei sistemi di monitoraggio degli Stati membri risultanti dall’esercizio di intercalibrazione e che abroga la decisione 2013/480/UE della Commissione

Source: INSIC

Aggiornate le Norme Tecniche per le Costruzioni

Aggiornate le Norme Tecniche per le Costruzioni

Con Decreto 17 gennaio 2018 viene pubblicato l’ Aggiornamento delle “Norme tecniche per le costruzioni”. Entrano in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (avvenuta in GU n.42 del 20-2-2018 – Suppl. Ordinario n. 8 )
Il testo delle nuove NTC aggiorna quello di cui alla legge 5 novembre 1971, n. 1086, alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ed al decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136 (convertito in legge 27 luglio 2004, n. 186) e sostituiscono quelle approvate con il decreto ministeriale 14 gennaio 2008 (art.1).

Disponibile sul sito di EPC Editore, il Volume “Norme tecniche per le Costruzioni 2018” – P. Rugarli (Febbraio 2018).

Il rapporto con le precedenti Norme tecniche
All’art. 2 del DM 17/1/2018 si stabilisce che per le opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione, per i contratti pubblici di lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima della data di entrata in vigore delle nuove NTC si possono continuare ad applicare le previgenti norme tecniche per le costruzioni fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi.
Per i contratti pubblici di lavori già affidati e per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima è possibile usare le previgenti NTC solo nel caso in cui la consegna dei lavori avvenga entro cinque anni dalla data di entrata in vigore delle nuove norme tecniche per le costruzioni. Per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima della data di entrata in vigore delle nuove NTC, detta facoltà è esercitabile solo nel caso di progetti redatti secondo le norme tecniche di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008.
Possono usarsi le precedenti NTC anche per le opere private le cui opere strutturali siano in corso di esecuzione o per le quali sia già stato depositato il progetto esecutivo, ai sensi delle vigenti disposizioni, prima della data di entrata in vigore delle Norme tecniche per le costruzioni, fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi.

Per saperne di più
In occasione dell’uscita dell’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni, EPC Editore ha pubblicato il Volume: Norme tecniche per le Costruzioni 2018 – D.M. 17 gennaio 2018 di Paolo Rugarli.

Il volume riporta il testo delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni. È corredato di un dettagliato indice analitico e di un indice delle tabelle e delle figure.
A tutto ciò si aggiunge il software allegato NTCSISMA 3.0, un programma creato da Castalia srl, che risolve il problema della determinazione dei parametri sismici (ag, Fo, T*c), data la posizione del sito di interesse in termini di latitudine e di longitudine.
Completano il programma un comodo tabulato in formato txt con il riepilogo dei dati di calcolo (utile per poter essere accluso alle relazioni di calcolo), la possibilità di copiare l’immagine del reticolo di interpolazione usato dal programma negli appunti (cut & paste) e la possibilità di stampare un disegno con la locazione scelta, il comune più vicino alla locazione scelta, ed i quattro punti del reticolo di riferimento PSHA relativi alla locazione prescelta, coi loro identicatori.

Articolazione delle NTC
La norme tecniche approvate con DM 17/1/2018 constano di 12 capitoli: li riassumiamo sotto:
• CAPITOLO 1 -OGGETTO
• CAPITOLO 2- SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE
• CAPITOLO 3 – AZIONI SULLE COSTRUZIONI
• CAPITOLO 4 – COSTRUZIONI CIVILI E INDUSTRIALI
• CAPITOLO 5 – PONTI
• CAPITOLO 6 – PROGETTAZIONE GEOTECNICA
• CAPITOLO 7 – PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE
• CAPITOLO 8 – COSTRUZIONI ESISTENTI
• CAPITOLO 9 – COLLAUDO STATICO
• CAPITOLO 10 – REDAZIONE DEI PROGETTI STRUTTURALI ESECUTIVI E DELLE RELAZIONI DI CALCOLO
• CAPITOLO 11 – MATERIALI E PRODOTTI PER USO STRUTTURALE
• CAPITOLO 12 – RIFERIMENTI TECNICI.
Source: INSIC